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MIGLIORI PRATICHE NEL SETTORE ENERGIA A CONFRONTO IN BRANDEBURGO

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Better-Practice-Exchange 2011 – Energy
Buone pratiche venete
Feldheim e PVcomB

Il processo d’innovazione e l’affermarsi di una tecnologia sul mercato sono spesso influenzati da fattori socioeconomici che esulano dall’efficienza e dalla bontà della tecnologia stessa.
Il concetto di “migliore” dipende, infatti, dal contesto, dagli elementi di paragone e dal momento storico-sociale in cui ci si trova. Per chi deve promuovere il processo d’innovazione risulta comunque importante dare visibilità a tutti quei progetti e a quelle tecnologie ancora in fase embrionale che sono stati sviluppati per migliorare lo stato dell’arte in un particolare settore tecnologico.
Lo stesso confronto diretto tra diverse buone pratiche permette di selezionare quelle tecnologie su cui investire o di valutare i diversi approcci d’investimento e supporto per ogni tecnologia disponibile.

Better-Practice-Exchange 2011 – Energy
Con questo fine, il 30 e 31 maggio scorsi a Potsdam in Brandeburgo (Germania), si è tenuto un evento intitolato Better-Practice-Exchange 2011 – Energy, organizzato dall’Agenzia Zukunfts Agentur Brandenburg (ZAB), in collaborazione con il governo locale e alcuni partner della rete EEN Enterprise Europe Network, tra cui Veneto Innovazione, proprio nell’anno in cui il Land del Brandeburgo è stato riconosciuto dalla UE “Regione Europea dell’Imprenditoria”.
L’evento è stato salutato dal Ministro dell’Economia del Brandeburgo Henning Heidemanns, da Steffen Kamradt, direttore del Zukunfts Agentur Brandenburg e da Matteo Ametis, vice direttore di Veneto Innovazione.
Significativa la presenza di aziende da tutta Europa che hanno potuto presentare il meglio della loro attività e delle tecnologie sviluppate, individuando strategie e progetti a lungo termine per quanto riguarda l’innovazione e la ricerca nei seguenti settori dell’energia:

Integration of Renewable Energies in Smart Grids
Photovoltaics / Solar Energy
Energy efficiency in buildings
Bio Energy

Tre sono le buone pratiche venete che sono state selezionate e sono state presentate durante il convegno.

Buone pratiche venete
Abaco Ingegneria Treviso ha presentato l’applicazione del “cold ironing” nei porti (detto anche High Voltage Shor Connection – HVSC), sviluppata nell’ambito della partnership “VTP Engineering” con Venezia Terminal Passeggeri S.p.A e in collaborazione con “Rolls Royce Italia”. Il sistema permette alle navi ferme in banchina di ricevere la corrente da terra senza dover tenere accesi i motori per alimentare i generatori di bordo e di sfruttare il calore generato dall’impianto a terra per riscaldare o raffrescare le strutture dei terminal del porto o addirittura la città nelle vicinanze, con una notevole riduzione dell’inquinamento (CO2, NOx, SOx, ecc.).
Attualmente le reti europee di distribuzione dell’energia elettrica funzionano con una frequenza di 50 Hz mentre le navi da crociera lavorano a 60 Hz e per questo motivo l’utilizzo della rete per questo allacciamento dovrebbe prevedere dei convertitori di frequenza e una potenza richiesta per nave di circa 10 MW.

VTP Engineering ha analizzato la possibilità di realizzare un sistema “cold ironing” per il porto di Venezia, partendo dall’ipotesi di dover produrre 24 MW per cogenerazione, ossia l’energia necessaria a due grandi navi da crociera.
L’istallazione della centrale a cogenerazione è prevista con motori che utilizzino il gas metano come combustibile. Il calore sviluppato sarebbe recuperato sotto forma di acqua calda e utilizzato per la climatizzazione delle infrastrutture del porto e sarebbe sufficiente per servire anche le aree cittadine limitrofe, dove vi è una concentrazione di uffici pubblici. Si ottiene così un’elevata efficienza dovuta a un utilizzo ottimale dell’energia primaria (80%-85%).

La seconda presentazione è stata fatta da Enel e ha riguardato il primo impianto a ciclo combinato alimentato ad idrogeno di taglia industriale, realizzato a Porto Marghera (Venezia), che utilizza una turbina a gas alimentata a idrogeno in grado di sviluppare una potenza di 12 MW ed un generatore di vapore che sfrutta i gas caldi della turbina. Il vapore prodotto, utilizzato nella turbina dell’adiacente gruppo a carbone, produce una potenza aggiuntiva di 4 MW riducendone il consumo di carbone e le emissioni di CO2. In uno scenario dove è previsto un vasto uso di energie alternative, l’idrogeno può giocare un ruolo dominante come vettore energetico. L’idrogeno può essere prodotto partendo da diverse fonti primarie di energia, può essere immagazzinato e trasportato e la sua combustione non produce anidride carbonica, uno dei prodotti della combustione dei combustibili fossili e una delle principali cause dell’effetto serra.
L’impianto è entrato in funzione durante l’estate 2010 e l’energia prodotta è pari a 60 milioni di kilowattora l’anno e può soddisfare il fabbisogno giornaliero di venti mila famiglie, evitando nello stesso tempo l’emissione in atmosfera di oltre 17.000 tonnellate di anidride carbonica (CO2).

L’ultima tecnologia veneta, il nuovo sistema ibrido Di-Sek per l’efficienza energetica abitativa, è stata presentata dall’azienda BM Automatismi. Il Di-Sek è in grado di gestire, immagazzinare e ottimizzare i flussi di energia elettrica provenienti da diverse fonti pulite per applicazioni residenziali: fotovoltaico, eolico, idroelettrico, ecc.

L’approccio innovativo di questo sistema deriva dal fatto che si avvale dell’energia prodotta da fonti alternative, accumulando l’energia che eccede il consumo istantaneo e fornendola successivamente, quando le fonti alternative non sono più in grado di rispondere al fabbisogno.
Al momento il sistema è stato studiato per servire utenze allacciate in rete con esigenze fino a 3 kW o 5 kW. L’azienda dichiara che a seconda della configurazione del sistema e del suo posizionamento geografico si può ottenere un risparmio di energia elettrica che varia dai 2 mila ai 10 mila KWh annui.  

Feldheim e PVcomB
A conclusione della conferenza, il giorno successivo, i partecipanti stranieri sono stati accompagnati dagli organizzatori a visitare i fiori all’occhiello della zona: Feldheim e PVcomB.
Feldheim è un villaggio della campagna brandeburghese che grazie al biogas, all’energia eolica e al fotovoltaico è diventato energicamente autosufficiente e rivende l’energia prodotta. L’impianto fotovoltaico di 750 kW è stato istallato su una ex area di esercitazione militare. La parte eolica da 74,1 MW è composta da 43 turbine eoliche.

   

PVcomB, invece, è un centro di ricerca sulle tecnologie a film sottile e sulle nanotecnologie applicate al fotovoltaico con cui collaborano le più grosse industrie mondali del settore.  

Per approfondimenti:
venetoinnovazione.it/ProgrammaBetterPractice

Autore: Marco Gorini, Head of Unit – Technology Transfer Department
Veneto Innovazione Spa, Enterprise Europe Network-North East Italy
e-mail: marco.gorini@venetoinnovazione.it


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