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PROGETTO A.T.T.E.S.S.: IL RECUPERO DELL’EDIFICATO STORICO

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Riallacciare il filo della continuità storica
Il progetto A.T.T.E.S.S
Sistema di valutazione
Linee guida

Edilizia sostenibile

L’Unione Europea è attualmente impegnata in una grande sfida: riuscire ad indirizzare le politiche di sviluppo dei paesi aderenti verso il nuovo paradigma dello sviluppo sostenibile e quindi a una modalità di sviluppo capace di assicurare il miglioramento della qualità della vita all’interno della naturale capacità di carico degli ecosistemi ambientali. Da questo assunto partono numerosi atti di indirizzo, direttive e comunicazione che indicano agli stati membri la direzione da percorrere.

La sfida più impegnativa da vincere, in cui i paesi Europei si sono impegnati, è quella di dover entro il 2020 ridurre del 20% le emissioni di CO2 e di incrementare del 20% la produzione di energia da fonti rinnovabili. A fronte di questa sfida nell’ambito della “Strategia Europa 2020”, la Commissione Europea con la comunicazione relativa all’iniziativa “Faro: un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse” (com.26.1.2011COM -2011 definitivo) individua e precisa come: «l’impiego più efficiente delle risorse avrà una funzione cruciale per la crescita e l’occupazione in Europa, offrirà all’economia nuove grandi possibilità, migliorerà la produttività, ridurrà i costi e potenzierà la concorrenza». E ancora «un impiego più efficiente delle risorse ci aiuterà a conseguire molti degli obiettivi dell’UE: sarà essenziale per continuare ad affrontare il mutamento climatico e per riuscire a ridurre dell’80-95% entro il 2050 le emissioni di gas a effetto serra nell’UE».

Con questa comunicazione la Commissione Europea sottolinea come i prossimi anni saranno caratterizzati dalla necessità di un utilizzo più efficiente non solo delle risorse energetiche, ma in generale di tutte le risorse naturali.

Riallacciare il filo della continuità storica
In linea con la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica degli edifici, l’Unione Europea ribadisce come sia fondamentale per il conseguimento degli obiettivi ambientali migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, sia quelli nuovi che quelli ristrutturati. Riguardo la ristrutturazione degli edifici, indica la necessità di garantire requisiti energetici minimi alla prestazione energetica di edifici esistenti, unità immobiliari ed elementi edilizi sottoposti a ristrutturazioni importanti.

Nell’articolo 3, comma 2, la direttiva precisa come gli Stati membri possono decidere di non fissare o di non applicare i requisiti di cui al paragrafo 1 per le seguenti categorie edilizie:

a) edifici ufficialmente protetti come patrimonio designato o in virtù del loro particolare valore architettonico o storico, nella misura in cui il rispetto di determinati requisiti minimi di prestazione energetica implichi un’alterazione inaccettabile del loro carattere o aspetto.

Questo perché ancora oggi non è chiaro, e ben identificato, come sia possibile intervenire sugli edifici storici in modo da non alterarne i valori intrinseci agli stessi.

Il progetto A.T.T.E.S.S.
Coerentemente alla necessità di voler garantire precisi requisiti energetici ed ambientali nella ristrutturazione dell’edificato storico, il Metadistretto Veneto della Bioedilizia, in partnership con il Metadistretto Veneto dei beni culturali, ha ottenuto nel 2009 il finanziamento dalla Regione Veneto per un progetto individuato con l’acronimo “A.T.T.E.S.S.” (www.attess.it) che si proponeva di individuare azioni di trasferimento tecnologico per il miglioramento delle prestazioni energetico-ambientali dell’edilizia storica, nonché di verificare la possibilità di definire un sistema di valutazione per la certificazione energetico-ambientale degli interventi sugli edifici storici.

Il progetto ha coinvolto e ha fatto interagire un gruppo di esperti multidisciplinare. È terminato a fine 2010 con la predisposizione di una linea guida finalizzata ad evidenziare come sia possibile intervenire sugli edifici storici secondo criteri di sostenibilità energetico-ambientale.

La linea guida prodotta è stata condivisa e approvata anche dalla Direzione Regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto. Il progetto A.T.T.E.S.S. ha evidenziato anche la possibilità di giungere ad una procedura di verifica delle prestazioni energetico-ambientali degli edifici storici coerente con la linea guida stessa, da utilizzare ai fini di una possibile certificazione energetico-ambientale degli interventi su questa tipologia di edifici.

Il progetto A.T.T.E.S.S. e la sua linea guida hanno affrontato il tema della riqualificazione dell’edificato storico da un punto di vista olistico, ponendo a base della metodologia di approccio al problema la considerazione che l’edificio non può essere visto quale elemento a sé stante ma che va studiato in relazione ai valori storici, alla cultura materiale e immateriale che l’ha prodotto e in relazione al contesto geografico, climatico e territoriale o urbano in cui è inserito.

Il tentativo esperito nelle linee guida è stato quello di riuscire a perseguire interventi di riqualificazione capaci di tenere conto non solo della sostenibilità energetico-ambientale dell’edificio ma anche del comfort e della salubrità degli ambienti interni. La logica sottesa alla modalità di intervento, individuata per l’edilizia storica, ma che dovrebbe essere posta alla base di tutta la produzione edilizia, è la considerazione che gli edifici non sono macchine ma luoghi di vita e che insieme all’efficienza energetica ed ambientale nella loro progettazione e costruzione vanno considerati anche gli aspetti legati alla qualità della vita all’interno degli stessi.

Da un punto di vista energetico, l’approccio all’intervento sugli edifici storici si è basato sui principi dell’architettura bioclimatica, cioè all’architettura che si adatta e considera l’ambiente circostante, che mira a rendere confortevole l’abitare riducendo al minimo la componente impiantistica ed utilizzando in special modo le proprietà e le caratteristiche termiche dell’involucro edilizio. Inoltre, considera centrale il rapporto con l’ambiente climatico esterno, la sua esposizione al sole e al vento. In passato questa modalità di realizzazione era spesso presente, anche se in forme non sempre consapevoli. Di fatto, il costruire tradizionale cercava e operava in accordo con il clima e in contiguità con il contesto storico, geografico e culturale.

Operare in questo modo permette di riscoprire l’essenza intima del rapporto tra architettura, ambiente e destinazione dell’edificio per operare poi nella riqualificazione rispettando le caratteristiche materiche originarie, distributive e funzionali.

Sistema di valutazione
In A.T.T.E.S.S. è stata posta particolare attenzione al tentativo di definire un approccio innovativo da seguire, capace di descrivere il reale funzionamento climatico dell’edificio e di determinare se i metodi attuali di analisi e di valutazione energetica degli edifici siano veramente capaci di descrivere il “funzionamento” energetico degli edifici storici.

Le analisi condotte e l’utilizzo di sofisticati software di simulazione energetica degli edifici operanti in regime dinamico hanno dimostrato l’impossibilità di utilizzare sull’edificato storico metodi e strumenti di valutazione pensati per l’edilizia corrente.

Per affrontare in modo corretto il problema della riqualificazione energetica del patrimonio storico è di fatto necessario fare una valutazione attenta e corretta delle caratteristiche termiche per tutti i periodi dell’anno, non solo in quello invernale, come di fatto previsto dall’attuale normativa. Inoltre, i metodi di analisi delle prestazioni energetiche oggi individuati dalla normativa sono impostati sulla valutazione in regime statico e non su quello dinamico, cosa invece indispensabile da considerare lavorando con strutture massive come sono spesso quelle storiche.

È emersa con chiarezza l’assoluta mancanza di dati certi sulle effettive caratteristiche termo-fisiche dei materiali dell’edilizia storica e dell’impossibilità di avere a disposizione dati meteo climatici relativi ai singoli luoghi d’intervento.

Linee guida
Se un edificio storico viene studiato seguendo i criteri fin qui descritti è possibile verificare come sia effettivamente diverso il comportamento energetico. Spesso di gran lunga migliore di quello che si otterrebbe utilizzando i metodi usuali. Ciò significa che valutando correttamente il funzionamento energetico degli edifici storici si ottengono risultati migliori di quanto appare ad un’analisi non corretta, questo indica come sia possibile portarli ad efficienza energetica intervenendo in modo meno drastico di quanto evidenzierebbe un’analisi fatta con metodi attuali.

Le linee guida hanno approfondito altri aspetti importanti: la necessità e l’utilità di utilizzare nella determinazione del comfort interno e la modalità di funzionamento degli impianti che tengono conto del “comfort adattativo”. Il risultato è di ottenere condizioni ambientali interne non fisse e predeterminate da inseguire ostinatamente con un sistema impiantistico, ma variabili in un certo range ammissibile. Possibilità, questa, che consente di sfruttare meglio il comportamento dell’edificio storico e che dovrebbe essere recepita ed utilizzata quando ci si pone il problema dell’inserimento degli impianti in questi edifici. Si può dire che la minore disponibilità di energia e di dispositivi tecnologici agiva nel passato proprio in questo senso: si sfruttava di più la capacità di adattamento del corpo umano.

Edilizia sostenibile
Una riflessione approfondita è stata fatta, poi, sulla necessità di determinare funzioni e destinazioni d’uso in qualche modo coerenti con le destinazioni originarie. Ciò determina la possibilità concreta d’intervenire in modo non pesante né invasivo, per rendere l’edificio storico congruente con prestazioni e modi di utilizzo per i quali non era stato concepito.

Assieme agli aspetti di efficienza termica e di comfort interno è stato evidenziato il rapporto tra costruito storico ed altri parametri di sostenibilità ambientale, quali l’uso corretto dei materiali da costruzione, la corretta gestione delle acque, l’utilizzo corretto del suolo, per poi entrare nel merito dei fattori di qualità indoor degli edifici, quali il corretto uso dell’illuminazione naturale, il radon, l’inquinamento elettromagnetico, ecc.

Alla fine di quest’analisi approfondita si è giunti a capire come gli interventi sull’edilizia storica, di pregio e non, rappresentino probabilmente il modo più sostenibile di rivolgersi al settore dell’edilizia. Allo stesso tempo è emersa la necessità di rivolgersi all’edilizia di questo tipo con modalità nuove e oggi tecnicamente possibili.

È evidente che adottando forme di analisi e di valutazione degli edifici storici corrette questi evidenzino proprietà e caratteristiche originarie che non richiedono interventi sugli involucri ed integrazione con gli impianti drastici e spesso non proponibili. L’utilizzo coerente di queste linee guida consente una maggiore facilità di intervento sull’edilizia storica. Interventi condotti secondo criteri di sostenibilità energetico-ambientale e capaci di assicurare agli ambienti interni salubrità, vivibilità e benessere superiori a quelli riscontrabili negli edifici contemporanei.

Il progetto A.T.T.E.S.S. ha permesso di riscontrare e verificare la possibilità di individuare una procedura di valutazione delle prestazioni energetico-ambientali del costruito storico. Procedura che va però costruita con riferimento ad indicatori opportunamente tarati su questa particolare tipologia edilizia pensando alla possibilità di certificare le prestazioni energetico-ambientali degli interventi sull’edificato storico mediante una procedura.

Infine, il progetto oltre che interessarsi agli edifici è entrato anche nel merito del contesto urbano in cui gli edifici storici sono inseriti, individuando all’interno della linea guida un metodo di gestione dei centri storici capace di migliorane la qualità e la sostenibilità urbana.

Per approfondimenti:

www.attess.it

ATTESS Linee guida.pdf

Autore: Ing. Francesco Marinelli – Metadistretto Veneto Bioedilizia / direttore del progetto A.T.T.E.S.S.

e-mail: fmarinelli@tin.it

Altro sull’argomento:
ECOMAKE: IL VOLTO ‘CERTIFICATO’ DELLA SOSTENIBILITA’ di E. Guzzonato e L. Pilastro

 

 

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