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QUALE FOTOVOLTAICO CON IL IV CONTO ENERGIA

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Il nuovo decreto sugli incentivi al fotovoltaico e le prospettive in Veneto
Quarto Conto Energia
Iscrizione al registro dei grandi impianti
Il D.M. 5 maggio 2011

 

A Padova si è discusso del futuro del fotovoltaico in Italia, con l’intento di capire i limiti del nuovo decreto sugli incentivi al fotovoltaico e le prospettive in Veneto. All’auditorium del centro culturale San Gaetano di Padova il 25 maggio si sono confrontati Arturo Lorenzoni, Fabio Bignucolo e Alessandro Sacco di Galileia, spin-off dell’Università degli Studi di Padova nato con l’obiettivo di fornire servizi innovativi nel settore dell’energia, nel campo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, e Carlo Cotogni, amministratore delegato dell’azienda padovana XGroup.

Il convegno Quale Fotovoltaico con il Quarto Conto Energia è stata un’occasione importante per comprendere meglio le nuove regole e per confrontarsi sul futuro del settore del fotovoltaico in Italia.
Galileia è una società costituita da docenti universitari e dottori di ricerca afferenti al Dipartimento di ingegneria Elettrica.

Il nuovo decreto sugli incentivi al fotovoltaico e le prospettive in Veneto
Il fotovoltaico è destinato a crescere in modo dirompente nei prossimi anni. I dati illustrati dal prof. Lorenzoni dimostrano la previsione di crescita del settore fino al 2015:

Ciò che sorprende è che il mercato ha sempre superato le previsioni nell’ultimo quinquennio.

La distribuzione della potenza installata degli impianti fotovoltaici sul territorio nazionale, ad oggi, risulta abbastanza varia. In testa troviamo la Puglia con 917 MW e 13.109 impianti. Al secondo posto per potenza, ma prima per numero di impianti, la Lombardia con 30.194 impianti per una potenza installata di 594 MW. Quarto il Veneto che si distingue per l’alto numero di piccoli impianti, ben 27.872 per 486 MW.

In questo quadro generale, l’aspetto più significativo del nuovo conto energia sembra il passaggio dal premio alla tariffa omnicomprensiva. Dal 2013, infatti, il meccanismo di sostegno muta, fino a scomparire nel 2016.
Il passaggio alla tariffa onnicomprensiva è importante, perché può capitare che nell’arco dei 20 anni di durata dell’incentivo gli impianti vendano a prezzo inferiore a quello di mercato, restituendo ai consumatori una parte dell’incentivo che essi hanno dato loro con il prezzo garantito.

Per quanto riguarda i premi e i costi, il mercato matura in fretta. Nel confronto fra Italia e Germania fornito dal GSE vediamo la differenza dei ricavi, calcolati sugli incentivi più l’eventuale valore dell’energia, normalizzati alle ore di producibilità italiane e a vent’anni:


Fonte:GSE

«Però – sostiene Lorenzoni – il provvedimento è incoerente. Lascia premi generosi, se confrontati con quelli tedeschi, ma alza barriere sul piano amministrativo e ci si chiede se invece non sarebbe opportuno ridurre gli ostacoli e i premi. L’introduzione delle graduatorie, già viste in Italia nel 1992, possono essere una barriera d’ingresso agli altri investitori.
Nonostante queste osservazioni le condizioni rimangono interessanti: i prezzi dei componenti si stanno adeguando alle nuove tariffe, il ritorno per gli investitori rimane. Ritengo, confrontando il mercato tedesco e quello italiano, che i margini ci siano».
Uno studio realizzato da Galileia per Conergy Italia rivela come, a questo ritmo, si arriverà a raggiungere la grid parity fra il 2015 e il 2017.


Fonte:studio Galileia per Conergy Italia, 2011

«La politica – continua Lorenzoni – ha il compito di creare condizioni interessanti fino al 2016. Poi il mercato si arrangerà. Valutare il costo del programma di incentivo sull’energia prodotta è ingeneroso: l’obiettivo dev’essere quello di sviluppare un’industria per il futuro. Il cambio epocale si raggiunge in anni».
Il costo del programma di incentivo (0,71 miliardi nel 2010 che cresceranno fino a 6 o 7) va rapportato al cambio di paradigma del settore energetico, all’avvio di settori industriali nuovi, al conseguimento dell’indipendenza energetica, al miglioramento delle prestazioni ambientali. Nel caso del FV, all’accompagnamento dell’industria verso l’autonomia degli incentivi.

Il Veneto ha le maggiori imprese nazionali lungo la filiera del fotovoltaico. Questo è un momento privilegiato di definizione delle regole perché si sta scrivendo il Piano Energetico e Ambientale.
«Creare condizioni chiare per gli investitori – conclude Lorenzoni – può essere il passo determinante per consolidare un’industria matura. Basterebbe poco: specificare le aree idonee, stipulare un accordo quadro con Enel per le connessioni tempestive e, soprattutto, non temporeggiare con le moratorie».

Quarto Conto Energia
Il Quarto Conto Energia ha stabilito nuove regole per il fotovoltaico in Italia.

L’ingegnere Fabio Bignucolo, ricordando che il primo conto energia è nato nel 2005 dalla necessità di omogenizzare il mercato attraverso lo strumento incentivante in termini di tariffa, sottolinea che il decreto si applica agli impianti fotovoltaici che entrano in esercizio in data successiva al 31 maggio 2011 e fino al 31 dicembre 2016[*].

L’obiettivo indicato di potenza installata a livello nazionale è di circa 23.000 MW, corrispondente ad un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi stimabile tra 6 e 7 miliardi di euro. Al raggiungimento del minore dei valori di costo indicativo cumulato annuo, possono essere riviste le modalità d’incentivazione.

Secondo lo studio dell’esperto di Galileia, le principali novità introdotte sono:

1. La distinzione tra piccoli impianti e grandi impianti, con un regime transitorio fino al dicembre 2012;

2. Gli obiettivi indicativi di potenza e un limite di spesa annuo;

3. La decrescita annuale delle tariffe a partire dal 2011 (mensilmente per quest’anno, semestralmente per i prossimi anni);

4. La tariffa onnicomprensiva dal 2013;

5. Gli impianti integrati innovativi e gli impianti a concentrazione;

6. I premi ulteriori, tra loro non cumulabili;

7. L’iscrizione al registro per grandi impianti;

8. L’accesso e la quantificazione dell’incentivo al momento dell’entrata in esercizio;

9. La rimozione dell’incentivo aggiuntivo legato alla prevedibilità dello scambio energetico con la rete;

10. I limiti per gli impianti a terra in aree agricole;

11. Le limitazioni per le pergole, le serre, le barriere acustiche etc;

12. L’evoluzione tecnica degli inverter e le certificazioni dei produttori di moduli.

Limitatamente ai grandi impianti, per il periodo dall’1 giugno 2011 a 31 dicembre 2012, le soglie d’incentivazione si svilupperanno su un costo totale di 580 miliardi di euro per 2.690 MW installati.

Dal 2013 al 2016 la riduzione delle tariffe per il superamento della soglia per tutti gli impianti si prospetta così:

Gli ulteriori premi riguardano principalmente l’installazione dei piccoli impianti.
Sugli edifici viene incentivato l’abbinamento con gli interventi di efficientamento energetico (procedure migliorate di certificazione energetica e obbligo di interventi di efficientamento a valle dell’entrata in esercizio dell’impianto fotovoltaico). Si tratta di incrementi dal 5% al 30 %, premio pari alla metà della percentuale di riduzione del fabbisogno di energia conseguito.

Per le realizzazioni fotovoltaiche in aree industriali, miniere, cave o discariche esaurite, aree di pertinenza di discariche o siti contaminati è previsto un più 5%. Stessa percentuale per gli impianti realizzati dai comuni al disotto dei cinque mila abitanti.
Sugli edifici dove viene effettuata la sostituzione di eternit e amianto, invece, è previsto un incremento degli incentivi di 0,05 €/kWh.
Infine, rimane controversa la questione dei componenti di produzione europea. L’incremento del 10% sarebbe per gli impianti il cui costo di investimento (per i componenti diversi dal lavoro) sia riconducibile a una produzione realizzata nell’Unione Europea per non meno del 60% (ad esempio pannelli e inverter), ma il calcolo della quota deve essere effettuato con regole chiare e non derogabili.

Iscrizione al registro dei grandi impianti
I grandi impianti che entrano in esercizio entro il 31 agosto 2011 accedono direttamente alle tariffe incentivanti. La comunicazione al GSE dell’entrata in esercizio dev’essere data entro 15 giorni. Quelli che entrano in esercizio dopo accedono all’incentivazione se iscritti nel registro dei grandi impianti in posizione tale rientrare nei limiti specifici di costo. La precedenza, in ordine di priorità, va agli impianti entrati in esercizio, a quelli ove siano terminati i lavori di installazione, prendendo in considerazione la data del titolo autorizzativo, per la minore potenza dell’impianto e, infine, la data di richiesta di iscrizione al registro.
La certificazione di fine lavori dell’impianto perviene al GSE entro sette mesi dalla data di pubblicazione della graduatoria, nove mesi se l’impianto è al di sopra di 1 MW.

Il D.M. 5 maggio 2011
L’ingegnere Alessandro Sacco ha cercato di fornire una chiave di lettura del panorama normativo introdotto dal D.M. 5 maggio 2011, che si andrà a definire nei prossimi mesi.
Le tappe di attuazione del programma si svolgeranno lungo l’arco di quest’anno:

L’intervento dell’ing. Sacco ha poi illustrato le altre novità introdotte dal decreto, come le tariffe omnicomprensive dal 2013, il servizio misura energia prodotta, GSE e Anagrafica unica degli impianti, evidenziando alcuni aspetti critici che attendono risposta dalle regole tecniche che il GSE è chiamato a emanare.

Per approfondimenti:
www.galileia.it

Elena Guzzonato
redazione@energheiamagazine.eu


Nota

[*]Fatto salvo quanto previsto dall’art.2-sexies del decreto-legge 25 gennaio 2010, n.3, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 2010, n.41 (cosiddetto «Salva Alcoa»).

Si autorizza la riproduzione a fini non commerciali, con citazione obbligatoria della fonte e inserimento link a www.energheiamagazine.eu.

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