Sviluppo sostenibile
Edilizia
Fotovoltaico
Solare Termico
Geotermico
Biomasse
Eolico
Idroelettrico
Mobilità
Home » Articoli, Fotovoltaico

NEL 2015 IL FV IN ITALIA COSTERA’ COME L’ENERGIA DI RETE

Print Friendly


Attorno al 2015 in Italia si raggiungerà la cosiddetta grid parity. È ciò che emerge dallo studio effettuato da Galileia, il team del professor Arturo Lorenzoni dell’Università di Padova, per Conergy Italia.

Ad oggi è la fonte più aggiornata sull’analisi del momento in cui il costo del kWh fotovoltaico eguaglierà il costo del kWh elettrico proveniente dalla rete.
Lo studio è stato condotto su due tipologie di impianto: uno da 3 kWp per applicazioni residenziali e uno di 200 kWp per applicazioni industriali. Determina per ciascuno dei due casi studio l’anno di raggiungimento della grid parity nelle tre zone climatiche italiane del Nord, del Centro e del Sud.

Lo studio, dal titolo “Le prospettive di grid parity per il fotovoltaico in Italia”, parte da una dettagliata analisi dell’evoluzione dei costi dell’elettricità per uso domestico e industriale. L’utilizzo dell’energia solare in ambito residenziale e aziendale è in costante crescita sia in termini di domanda che di costo. L’obiettivo della ricerca è di poter prevedere il trend di costo dell’energia elettrica nei prossimi anni, usando dati statistici e le previsioni più accreditate.

Fonte: studio Galileia per Conergy Italia, 2011

Si è quindi arrivati a stimare un tasso di aumento annuo dell’energia elettrica pari al 3.28% per il mercato residenziale e del 3.02% per il mercato industriale partendo dai dati dell’AEEG (Authority per l’energia Elettrica e il Gas) e del DG Energy della Commissione Europea.
Da qui si sono tracciate le prospettive di costo degli impianti fotovoltaici a partire dalle stime di producibilità di un impianto nel corso della vita utile, stimata conservativamente in venticinque anni, per le tre fasce climatiche.

In seguito, è stata stimata la riduzione di costo nei prossimi anni per l’impianto fotovoltaico, tenendo conto della riduzione di prezzo dei moduli, inverter, sistemi di fissaggio e di monitoraggio, cablaggi e tutti gli altri componenti, e per le spese di gestione e manutenzione dell’impianto (spese assicurative, di manutenzione, di sostituzione dei componenti danneggiati).

Ecco, dunque, le proiezioni dei costi di installazione. Il costo annuo del sistema FV residenziale (3 kW) IVA è di 11.840 euro nel 2010, previsto di 6.617 euro nel 2020; nel sistema FV industriale (200 kW) è di euro 600.000 nel 2010, previsto di 324.541 euro nel 2020.
Una riduzione prevedibile, ma il “costo evitato” più importante rimane l’acquisto dell’elettricità dalla rete, immaginando che l’energia prodotta da fotovoltaico venga auto-consumata.
Il punto di forza delle tecnologie che permettono la produzione in loco dell’elettricità che si consuma è proprio l’assenza di tutte le voci di costo che invece paghiamo sul kWh che acquistiamo regolarmente dalla rete – costi di rete, oneri generali di sistema, imposte.

I risultati ottenuti tengono conto, anche, dei tassi d’interesse. Nello studio, infatti, l’assunzione è stata di un tasso al 5.3%. Le proiezioni dicono che per quanto riguarda gli impianti residenziali al Sud si raggiungerà la grid parity nel 2014, al Centro nel 2016 e al Nord nel 2017. Per quanto riguarda quelli di tipo industriale, invece, al Sud nel 2013, al Centro nel 2015 e al Nord nel 2016.

Complessivamente, lo studio dimostra che la “parità di rete” avverrà mediamente circa un anno prima per gli impianti industriali rispetto a quelli domestici. Se da una parte il costo della bolletta è più alto per i clienti residenziali, in questo caso l’impianto fotovoltaico rimane leggermente più caro, rendendo così più veloce il raggiungimento della grid parity in applicazioni industriali.

Lo studio fa riferimento al caso tipico di autoconsumo, assumendo che tutta l’elettricità prodotta sia consumata in loco ed entri in concorrenza con l’elettricità acquistata dalla rete al prezzo dei clienti finali.
Le prospettive di grid parity per il fotovoltaico in Italia” è stato volutamente sviluppato tenendo conto di ipotesi conservative e quindi realistiche. Ad esempio, l’aumento della bolletta elettrica media annua per i prossimi anni è stato stimato solo in 3-3.28%, dato che potrebbe verosimilmente essere sottostimato a causa della prorompente corsa del prezzo del barile di petrolio.

Nel caso in cui gli aumenti dell’energia dovessero essere maggiori di quanto calcolato si potrebbe raggiungere la grid parity ben prima di quanto indicato nello studio.
Ora, a partire da questi dati Conergy, sempre in collaborazione con l’Università di Padova, andrà a valutare possibili nuovi modelli di business per il fotovoltaico, in uno scenario dove, al raggiungimento della parità di rete gli incentivi in Conto Energia non saranno più necessari per il sostegno al settore, che potrà quindi svilupparsi senza l’aiuto di incentivi.

Per approfondimenti:
www.galileia.it

Redazione Energheia
redazione@energheiamagazine.eu


Si autorizza la riproduzione a fini non commerciali, con citazione obbligatoria della fonte e inserimento link a www.energheiamagazine.eu.

  • Facebook
  • Twitter
  • Add to favorites
  • Google
  • LinkedIn
  • Email
  • RSS