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ECOMAKE: IL VOLTO ‘CERTIFICATO’ DELLA SOSTENIBILITA’

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In mostra solo materiali con il “patentino” ecologico
Intervista all’Ing. Franceso Marinelli, coordinatore tecnico del Metadistretto veneto della Bioedilizia

Comfort ambientale, salubrità degli edifici, efficienza energetica: quali sono le soluzioni che il sistema produttivo italiano e quello internazionale mettono a disposizione del comparto dell’edilizia, allo scopo di soddisfare tali obiettivi? La risposta è affidata a Ecomake, la prima mostra-convegno sui materiali e le tecnologie per l’edilizia sostenibile promossa dal Metadistretto veneto della Bioedilizia. Il 17 e il 18 febbraio, presso la Fiera di Verona, ad attendere gli operatori del settore, le imprese, i progettisti e le pubbliche amministrazioni, una vetrina di prodotti che rispondono a precise caratteristiche. Quelle individuate – in mancanza di direttive e regolamenti – da uno speciale disciplinare tecnico come fondamentali per definire ciò che in edilizia è o non è “sostenibile”.
Le caratteristiche dei materiali e delle tecnologie in esposizione, infatti, sono verificate e garantite a fronte di un apposito disciplinare messo a punto da un Comitato composto dai rappresentanti di alcune delle più importanti associazioni nazionali di produttori di materiali per l’edilizia: ANDIL, AIZ, ASSOLEGNO GRUPPO COSTRUTTORI, ASSORESTAURO e coordinato dagli esperti del Metadistretto Veneto della Bioedilizia. 
L’evento si articola su più piani. Dai format espositivi innovativi riservati alle aziende espositrici ai convegni istituzionali sul tema della salubrità dei materiali e degli edifici, e sullo stato dell’arte delle certificazioni energetico-ambientali. Presenti anche numerosi workshop aziendali, incontri di divulgazione e approfondimento, seminari dimostrativi e incontri bilaterali tra operatori, imprese e istituzioni italiane ed estere. Infine, sarà possibile assistere a vari confronti con tecnici e dirigenti di importanti Amministrazioni Pubbliche e con delegazioni di Associazioni ed Enti transnazionali accompagnati da workshop istituzionali promossi dai partner di progetto.
In un mercato in forte espansione in cui tutto in edilizia sembra essere diventato “Sostenibile” “Bio” o “Ecologico”, e in assenza di una regolamentazione nazionale, si è sentita la necessità di dotarsi di uno strumento in grado di definire i parametri con cui i prodotti per l’edilizia sostenibile possano definirsi tali. Ogni produttore per partecipare a Ecomake, ha compilato, per ogni prodotto che intende esporre, il disciplinare tecnico verificato dal comitato di valutazione conseguendo un punteggio minimo di ammissione. Questo documento di riferimento è agile ma coerente, perché redatto da chi conosce i materiali e il modo di produrli. Si pone l’obiettivo di documentare ed evidenziare le proprietà bioecologiche o ecosostenibili dei prodotti e delle tecnologie. Nasce grazie a un confronto intenso delle associazioni più autorevoli del settore edile che hanno evidenziato le problematicità del loro comparto, identificando modalità e strategie per tradurre in criteri concreti la sostenibilità dei prodotti e le tecnologie per l’edilizia.
I protagonisti saranno i materiali quali: murature, cementi, malte, massetti, intonaci, pietre da taglio, pavimenti, legnami e infissi. Tutto ciò che riguarda la costruzione di un edificio in grado di garantire il benessere indoor e la sostenibilità ambientale. Di primaria importanza anche le tecnologie del benessere quali: sistemi di schermatura e di illuminazione naturale, sistemi deumidificanti, impianti di climatizzazione, tetti verdi, lavorazioni e processi che migliorano le prestazioni. 

In mostra solo materiali con il “patentino” ecologico
Ecomake consentirà di mostrare solo quei materiali che, a fronte dei medesimi criteri di valutazione, documentino la loro qualità ecologica. Non si pone il fine di sostituire gli enti di certificazione, ma si propone di offrire a imprese, progettisti, pubbliche amministrazioni e cittadini una vetrina di prodotti le cui caratteristiche siano dichiarate, verificate in modo omogeneo e tra loro confrontabili. Insomma, vuole essere il luogo deputato a discutere e approfondire quanto il sistema produttivo nazionale e internazionale mette a disposizione per il comparto dell’edilizia per assicurare la salubrità, il comfort ambientale indoor e l’efficienza energetica. Un luogo in cui porre il problema della qualità ambientale e biologica dei materiali con serietà. Una mostra-convegno in cui confrontarsi sul tema dei materiali per l’edilizia sostenibile e in cui mostrare i materiali bioedili, affermando l’attendibilità del termine “Bioedile” perché rispondente a criteri di qualità energetica. 

Nell’ambito dell’edilizia, infatti, spesso certe terminologie sono usate con troppa facilità. Improvvisamente tutto è diventato “Sostenibile”, “Bio” ed “Ecologico”. La realtà è che a tutt’oggi mancano direttive, regolamenti e norme che definiscano in maniera univoca cosa significa per un materiale edile essere “Sostenibile”, con riferimento alle risorse ambientali, alla salute delle persone, al benessere di chi trascorre un po’ della sua vita all’interno degli edifici.
Al giorno d’oggi, giustamente, hanno assunto una grande importanza gli aspetti energetici. Il tema dell’efficienza energetica e della certificazione degli edifici che ne consegue (divenuta obbligatoria) ha, di fatto, cambiato profondamente il settore delle costruzioni e le caratteristiche degli edifici, degli impianti e dei materiali edili. L’efficienza energetica, però, non coincide con salubrità e comfort delle costruzioni, lì dove la qualità della vita e la centralità della salute delle persone dovrebbero essere viste quali fondamentali elementi di qualità del costruito.
In realtà il cittadino è molto sensibile ai temi della salute e del comfort, di qui il proliferare di fiere, incontri e manifestazioni che al loro interno hanno un settore dedicato alla Bioedilizia o all’edilizia sostenibile. Quando, poi, si percorre non si riesce a capire come e perché materiali tradizionali, solo perché un po’ più efficienti dal punto di vista energetico, possano sfoggiare il titolo di “Ecologici” o “Bioedili”. Il cittadino, così come il tecnico o l’Amministratore Pubblico, non ha elementi di valutazione e deve quindi fidarsi o affidarsi e cercare di districarsi in una selva di dichiarazioni e argomentazioni. A rimetterci non è solo il “cliente”, ma soprattutto il produttore serio che non ha la possibilità di evidenziare e di far valere la ricerca, lo sforzo, gli investimenti fatti.

Intervista all’Ing. Francesco Marinelli, coordinatore tecnico del Metadistretto veneto della Bioedilizia
In previsione di Ecomake abbiamo fatto il punto della situazione con l’Ing. Francesco Marinelli, coordinatore del Metadistretto veneto della Bioedilizia.

Ingegnere, qual è il ruolo della bioedilizia nel comparto delle costruzioni in Veneto?
Si parla spesso di edilizia sostenibile in presenza di interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. La bioedilizia, tuttavia, non è solo questo. Essa rappresenta un nuovo modo di porsi nel costruire, che non tiene conto soltanto della riduzione dei consumi energetici e delle emissioni inquinanti, ma di altri fattori che il Metadistretto Veneto si propone di promuovere: quelli della salubrità e del benessere abitativo. Fondamentali, nel concetto di edilizia sostenibile, sono dunque le scelte legate al recupero delle acque, al riutilizzo dei materiali, al ritorno verso modalità costruttive tradizionali, al recupero edilizio.

Per la bioedilizia la situazione in Veneto è molto favorevole, grazie alla vivace presenza di numerose aziende impegnate su questo fronte – sono 450 le imprese che aderiscono al Metadistretto Veneto – e per merito anche di una legge regionale che finanzia incentivi e interventi di edilizia sostenibile. Tutto questo fa sì che il settore abbia delle aspettative importanti in questo territorio.

Come nasce Ecomake?
Ecomake nasce per fare chiarezza. Ad oggi non esiste una legge specifica per i materiali della bioedilizia. Ecco, quindi, l’idea di mettere a punto un disciplinare tecnico in grado di individuare le caratteristiche di sostenibilità che i materiali per l’edilizia sostenibile devono possedere. Il disciplinare è stato messo a punto dal Metadistretto e dalle principali Associazioni di categoria a livello nazionale. Così, a Ecomake possono partecipare solo determinati materiali che presentano determinate caratteristiche. Tutto questo serve a garantire l’amministrazione pubblica, il professionista, noi cittadini attraverso un sistema di regole certe.

Quali sono i prodotti e processi più innovativi che fanno capo al Metadistretto della Bioedilizia e che troveranno spazio in Ecomake?
I prodotti innovativi sono numerosi: dalle tegole in cotto dotate di dispositivo fotovoltaico, ai laterizi termici realizzati con farine di legno; dalle calci idrauliche naturali, agli impianti di domotica e controllo intelligente. E ancora: le stufe, gli impianti di climatizzazione, le pompe geotermiche all’avanguardia.

Il Metadistretto ha la funzione di propulsore di idee e progetti. Non a caso, stiamo ora lavorando ad un progetto cofinanziato dalla Regione Veneto, in partnership con il Metadistretto Veneto dei Beni Culturali e il coinvolgimento di numerosi docenti dello Iuav, nonché il patrocinio della Direzione regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto. Si tratta di una guida che fissa i criteri per intervenire su edifici storici con principi di sostenibilità, nella logica di favorire il recupero del vecchio, piuttosto che la costruzione del nuovo. Verrà presto pubblicata e sarà poi a disposizione dei tecnici delle amministrazioni pubbliche e delle imprese.

L’Unione Europea impone al 2020 elevati standard di efficienza energetica per gli edifici. Quali gli ostacoli e le opportunità per il settore, in vista di questo obiettivo?
L’Unione Europea parla di autosufficienza energetica, ma il discorso è più ampio. Le esperienze recenti dimostrano che edifici molto efficienti dal punto di vista energetico non sono altrettanto soddisfacenti in termini di salubrità interna. Si corre spesso il rischio di realizzare macchine termicamente isolate ed efficienti, ma inadeguate dal punto di vista dei requisiti di benessere abitativo. Bioedilizia significa proprio questo: tener presente entrambi gli aspetti, l’efficienza energetica e la qualità della vita all’interno degli edifici.

La casa passiva, ad esempio, utilizza dei materiali di sintesi per la coibentazione, materiali non traspiranti. Per definizione, poi, in quanto edificio passivo, non può scambiare con l’esterno, deve quindi essere dotata di un impianto di ventilazione meccanizzato. Se questo però non funziona o non è fatto in modo adeguato, si possono creare delle condizioni di bassa salubrità.

Riferimenti:
METADISTRETTO VENETO DELLA BIOEDILIZIA
Viale della Repubblica, 154
31100 Treviso
Tel 0422 656650
Fax 0422 315666
Email: info@distrettobioedilizia.it

Per approfondimenti:

www.distrettobioedilizia.it

www.ecomake.it

Elena Guzzonato e Laura Pilastro

redazione@energheiamagazine.it

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