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CO2: DANNI AMBIENTALI FINO ALL’ANNO 3000

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Qualora le emissioni CO2 non diminuissero nel corso del secolo, i danni per gli equilibri globali potrebbero protrarsi fino al prossimo millennio. A tali conclusioni giunge l’indagine di un ricercatore canadese e professore di geografia all’università di Calgary, Shawn Marshall. Lo studioso ha presentato un modello climatico completo, utile per rappresentare i futuri effetti del cambiamento climatico da qui ai prossimi 1000 anni. «Ho la sensazione – spiega l’esperto – che numerose specie naturali dovranno adattarsi ed evolversi in tal senso, ma lungo il cammino perderemo molto. Abbiamo constatato, infatti, che le barriere coralline non riescono ad adattarsi velocemente ai cambiamenti. Siamo destinati a perdere, inoltre, molte delle aree sciistiche che preferiamo e numerose città, tra cui Venezia e Manhattan». Dalla ricerca, che Marshall ha condotto in collaborazione con il team della University of Victoria, si evince come gli attuali livelli di biossido di carbonio stiano danneggiando il pianeta, estendendo le conseguenze al prossimo millennio. Il pericolo è che il livello delle acque terrestri si innalzi di 4 metri e che le calotte polari si sciolgano per un’area equivalente all’estensione del Canada. «L’acqua salirà di circa un metro, a causa della dilatazione termica, ma poi i flussi caldi scenderanno fino all’Antartide e il livello delle acque salirà ancora». Di questo passo, sottolinea Marshall, aumenteranno i pericoli per le popolazioni costiere che vedranno scomparire le loro case e andranno ad aggiungersi al già elevato numero dei rifugiati ambientali, costretti a muoversi senza meta alla ricerca di una nuova abitazione.

Approfondimenti:
Ongoing climate change following a complete cessation of carbon dioxide emissions

 

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