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LE NOVITÀ SALIENTI DEL CONTO ENERGIA 2011

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Il nuovo Conto Energia
Le bozze di decreto a confronto

Linee Guida per le fonti rinnovabili

Il nuovo Conto energia
Un passo avanti è stato compiuto nella direzione dell’attesissimo decreto che disciplinerà gli incentivi alla produzione di energia fotovoltaica per i prossimi tre anni. Per quanto riguarda il Conto Energia, le Regioni hanno espresso la loro intesa senza apportare ulteriori indicazioni allo schema del decreto ministeriale. Il risultato ottenuto è che non sono stati accordati grandi “sconti” rispetto alla bozza inizialmente presentata lo scorso febbraio, se non, come si dirà, qualche minimo aggiustamento in rialzo delle tariffe incentivanti, già pesantemente compromesse rispetto alle previsioni del precedente D.M. del 2007. Purtroppo, come preannunciato dal Governo, gli incentivi sono stati notevolmente ridotti rispetto agli attuali, con tagli fra il 18 e il 20% nel 2011, e ulteriormente decurtati del 6% all’anno nel 2012 e nel 2013. In riferimento alle novità normative, evidenziamo alcuni aspetti fondamentali che emergono ad una prima lettura dalle bozze dei due provvedimenti.

Le bozze di decreto a confronto
La bozza di D.M. del Conto Energia, come detto, accoglie solo in parte le richieste dei produttori di sistemi fotovoltaici riducendo drasticamente nel complesso le tariffe incentivanti rispetto alle attuali.
 
Ricordiamo, infatti, che dopo il primo annuncio di drastica riduzione del 20-25% delle tariffe reso pubblico a febbraio di quest’anno, non si sono fatte attendere le proteste dei produttori, concretamente preoccupati per gli eccessivi tagli agli incentivi oltre che per i ritardi nell’emanazione del nuovo decreto.
Successivamente, a maggio, il sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico con delega all’energia, Stefano Saglia, ha annunciato l’imminente varo del nuovo Conto Energia, confermando tuttavia a sua volta la riduzione delle tariffe incentivanti. Dopo un ulteriore mese, l’inerzia delle istituzioni ha spinto il GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane) a chiedere direttamente al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio di procedere con urgenza all’emanazione del nuovo Conto Energia.
Rispetto alle indicazioni di febbraio infatti, la nuova bozza di decreto (che risale a giugno) rivede leggermente al rialzo le tariffe incentivanti per gli impianti che entreranno in esercizio dal 1° gennaio al 31 agosto 2011. In soldoni: le nuove tariffe aumenterebbero tra 1 e 15 millesimi di euro per kilowattora prodotto, rispetto a quelle previste a febbraio, con un picco di 24 millesimi per gli impianti a terra tra 200 e 1000 kW di potenza che entreranno in esercizio tra il 30 aprile e il 31 agosto 2011 (da 0,285 euro/kWh di febbraio si passerebbe a 0,309). 
Le tariffe per gli impianti che inizieranno a produrre energia tra il 31 agosto e il 31 dicembre 2011 resterebbero quelle indicate nella bozza precedente, con lievissimi aumenti per gli impianti più grandi (da 0,295 a 0,302 euro/kWh).
 
Per gli impianti che entreranno in esercizio nel 2012 e nel 2013 le tariffe saranno decurtate del 6% all’anno.

 Oltre alla decurtazione delle tariffe incentivanti, il D.M. ha operato apportando una semplificazione delle tipologie installative riducendo a solo due le tipologie di impianti: gli “impianti fotovoltaici realizzati sugli edifici” e gli “altri impianti fotovoltaici”, eliminando la categoria della parziale integrazione; gli impianti sono poi suddivisi in 5 classi di potenza: tra 1 e 3 kW; tra 3 e 20 kW; tra 20 e 200 kW; tra 200 e 1000 kW; oltre i 1000 kW (è stato eliminato l’intervallo tra i 1000 e i 5000 e oltre i 5000 kW).
L’altra saliente novità è costituita dall’introduzione della categoria “impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative” specificatamente trattate dal D.M. al Titolo III agli art. 11 e seguenti, che beneficeranno di tariffe incentivanti più alte rispetto alle altre due tipologie secondo tre intervalli di potenza. È evidente il favor riservato a questa categoria dal legislatore per la quale le tariffe saranno decurtate solamente del 2% all’anno (anziché del 6%) nel 2012 e 2013, per gli impianti che entreranno in esercizio in tali anni, mentre per quelli che entreranno in esercizio entro il 31 dicembre 2011 valgono le tariffe (sempre di maggior favore) della tabella B del predetto titolo II del D.M. L’art. 12 precisa inoltre che gli impianti entranti in esercizio a seguito di potenziamento possono accedere alle tariffe incentivanti limitatamente alla produzione aggiuntiva ottenuta a seguito dell’intervento di potenziamento. Il D.M. rinvia inoltre alle nuove linee guida sugli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative e alle schede di dettaglio che il soggetto attuatore (GSE) dovrà predisporre entro il 1 gennaio 2011 e che entreranno nello specifico delle singole applicazioni e delle modalità costruttive sulla base delle indicazioni e prescrizioni già ora contenute nell’allegato 4 dello stesso decreto. Per il resto, la tariffa incentivante è incrementata del 5% per gli impianti diversi da quelli realizzati sugli edifici, che si trovino in aree industriali, commerciali, cave esaurite, aree di pertinenza di discariche o di siti contaminati. Il premio aggiuntivo per gli impianti in regime di scambio sul posto, realizzati sugli edifici e che riducano di almeno il 10% l’indice di prestazione energetica dell’edificio da dimostrarsi con certificazione energetica, può raggiungere il 30% della tariffa incentivante. Per gli impianti a concentrazione, le tariffe incentivanti saranno divise in due intervalli di potenza e decurtate del 2% all’anno nel 2012 e 2013. Il D.M. non modifica inoltre gli 8.000 MW già previsti a febbraio quale obiettivo nazionale della potenza da installare entro il 2020. Il tetto della potenza incentivabile è di 3.000 MW, a cui si aggiungono 200 MW per gli impianti integrati e 150 MW per gli impianti a concentrazione. Sono confermate anche le condizioni per la cumulabilità delle tariffe incentivanti, la riduzione dell’Iva e resta il divieto di cumulo con le detrazioni fiscali.

Linee Guida per le fonti rinnovabili
Un passo avanti è stato compito anche verso le Linee Guida che uniformeranno i procedimenti autorizzativi per la costruzione degli impianti di energia rinnovabile. Va segnalato che anche questo provvedimento, previsto dall’art. 12, comma 10, del D.lgs n. 387/2003, è particolarmente urgente perché, come poc’anzi accennato, esso costituirà una disciplina unica e valida su tutto il territorio nazionale. Le Regioni e gli Enti Locali – a cui è affidata l’istruttoria di autorizzazione – dovranno recepire le Linee guida entro i 90 giorni successivi alla pubblicazione del testo.

Anche quest’ultimo provvedimento è una novità attesa nel settore che si spera possa consentire finalmente il superamento della frammentazione normativa ora vigente e dare certezza agli operatori. Le Regioni in Conferenza Unificata hanno infatti espresso la volontà di uniformare i loro procedimenti autorizzativi, la cui diversità fino ad oggi ha creato notevoli difficoltà e appesantimenti della procedura per gli addetti del settore, oltre a conflitti di competenza tra enti.

Tra i principali contenuti delle Linee Guida per le fonti rinnovabili meritano menzione i seguenti:

  • le regole per la trasparenza amministrativa dell’iter di autorizzazione e i principi di pari condizioni e trasparenza nell’accesso al mercato dell’energia;le modalità per il monitoraggio delle realizzazioni e l’informazione ai cittadini;
  • la regolamentazione dell’autorizzazione delle infrastrutture connesse e, in particolare, delle reti elettriche;
  • l’individuazione, fonte per fonte, delle tipologie di impianto e delle modalità di installazione che consentono l’accesso alle procedure semplificate della denuncia di inizio attività e della attività edilizia libera;
  • l’indicazione dei contenuti delle istanze, delle modalità di avvio e dello svolgimento del procedimento unico di autorizzazione;
  • la predeterminazione dei criteri e delle modalità di inserimento degli impianti nel paesaggio e sul territorio, con particolare riguardo agli impianti eolici per cui è stato sviluppato un apposito allegato;
  • sono dettate modalità per garantire le esigenze di sviluppo del settore e tutela del territorio al tempo stesso: eventuali aree non idonee all’installazione degli impianti da fonti rinnovabili possono essere individuate dalle Regioni esclusivamente nell’ambito dei provvedimenti con cui esse fissano gli strumenti e le modalità per il raggiungimento degli obiettivi europei in materia di sviluppo delle fonti rinnovabili.



La definizione di un testo statale unico delle Linee Guida aggiunge indubbiamente un segnale positivo alla semplificazione procedimentale che tuttavia, nonostante le più ottimistiche previsioni, non basterà a risolvere le notevoli problematiche che sorgono di volta in volta sul regime autorizzativo, il quale è indissolubilmente collegato ad altri aspetti, in particolare quelli edilizi e paesaggistici/ambientali degli impianti e ai relativi regimi che restano, come è noto, nella competenza e “disponibilità” normativa delle singole Regioni se non addirittura dei singoli Comuni interessati. Basti pensare al caso di variante che può interessare la realizzazione di un impianto in corso d’opera.

È evidente pertanto che al quadro normativo che va ora delineandosi si dovranno uniformare e opportunamente coordinare anche i recenti interventi statali sulla normativa edilizia (vedi L. n. 73 del 22 maggio 2010 di conversione del D.L. n. 40 del 2010 che ha modificato i casi di attività edilizia libera di cui all’art. 6 del D.p.r. 380/2001) oltre a quelli in materia paesaggistica in corso di definitiva approvazione (vedi anche recenti modifiche al D.lgs n. 42/2004 per le procedure semplificate ed interventi di lieve entità). Auspichiamo pertanto che anche gli enti territoriali competenti al rilascio delle autorizzazioni giungano in tempi brevi a recepire in fase applicativa gli obiettivi sperati dal legislatore statale. Ma sul punto avremmo certamente il modo di confrontarci ancora.

Autore: Avv. Maria Bruschi

Si autorizza la riproduzione a fini non commerciali, con citazione obbligatoria della fonte e inserimento link a www.energheiamagazine.eu.

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