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LE PMI VENETE ‘A SCUOLA’ DI RISPARMIO ENERGETICO

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On line, uno strumento di informazione e sensibilizzazione
CHANGE in linea con l’obiettivo 20-20-20
Il sondaggio

Il progetto CHANGE, nato nel settembre 2008 per aiutare le piccole e medie imprese ad ottimizzare i consumi energetici, è alle battute finali. Si concluderà in agosto il periodo di formazione e scambio di esperienze che ha visto coinvolti circa 60 rappresentanti delle Camere di Commercio e Industria, tra cui Unioncamere del Veneto, di 12 diversi paesi UE. Il progetto ha permesso di dar vita ad una vera e propria rete europea di esperti di energia “intelligente” che si metterà a servizio delle imprese sul tema dell’efficienza energetica e delle tecnologie “green” disponibili sul mercato. Il personale così formato agirà da prima porta d’entrata per le PMI, organizzando seminari ed eventi informativi ed incoraggiandole ad effettuare degli audit relativi all’efficienza energetica.

On line, uno strumento di informazione e sensibilizzazione
Con l’intento di informare le piccole e medie imprese sulle opportunità economiche derivanti dalle politiche energetiche e dagli incentivi in vigore, nonché sulle principali tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili, sul sito di Eurosportello del Veneto è stata inoltre allestita una specifica area informativa. Tale area mira anche a sensibilizzare gli operatori e le imprese che possono proporsi per la realizzazione degli interventi energetici, agevolati e non, e che operano nei settori collegati e riconducibili all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili. I documenti scaricabili dal sito hanno un taglio operativo e sono rivolti alle imprese che intendano realizzare interventi di ottimizzazione dei consumi energetici: informano su dimensionamento tecnico degli impianti e convenienza economica a realizzare l’investimento, agevolazioni disponibili, possibili aree d’intervento e adempimenti necessari per usufruire degli incentivi. Sono inoltre presenti approfondimenti sulle fonti energetiche rinnovabili che presentano le maggiori potenzialità di sviluppo in Italia e per le quali vi sono a disposizione tecnologie competitive. L’obiettivo è quello di permettere alle PMI di comprendere come i consumi energetici possano essere ridotti realizzando interventi di ottimizzazione energetica delle strutture dove si realizza l’attività d’impresa, oppure del ciclo produttivo. La questione energetica ha assunto negli ultimi anni un peso rilevante sia a causa delle oscillazioni dei prezzi del petrolio (e quindi delle ripercussioni sulla bolletta energetica del sistema Paese e sulla competitività delle imprese), sia in considerazione degli impegni presi in sede internazionale per la riduzione delle emissioni climalteranti. In particolare, i Paesi avanzati si sono impegnati a ridurre i consumi di energia e ad introdurre progressivamente fonti energetiche rinnovabili (solare, eolico, biomassa), come ribadito da ultimo alla Conferenza di Copenhagen dello scorso dicembre. Sono state quindi definite, a livello comunitario e nazionale, politiche e misure di intervento che mobilitano considerevoli quantità di risorse economiche e che si stima aumentino per i prossimi anni.

CHANGE in linea con l’obiettivo 20-20-20
La domanda di energia è in costante crescita ed è soddisfatta prevalentemente da risorse energetiche primarie non rinnovabili e di origine fossile, responsabili delle emissioni in atmosfera di gas climalteranti. Negli anni è andata maturando la convinzione che, oltre alla promozione della produzione decentralizzata di energia da fonti rinnovabili, sia strategico intervenire anche sui livelli e sulle modalità di consumo delle risorse energetiche per poter garantire un equilibrato e duraturo sviluppo e mitigare i processi di cambiamento climatico oramai in atto. In particolare, ne è convinta l’Unione Europea che già nella primavera del 2007 (Decisione del Consiglio Europeo del 8-9 marzo 2007) ha fissato gli obiettivi in tema di energia e ambiente da perseguire entro il 2020, obiettivi che sono diventati operativi con l’adozione da parte del Parlamento europeo delle relative direttive, che dovranno poi essere recepite dagli Stati membri. Gli orientamenti comunitari, a cui anche il nostro Paese dovrebbe fare riferimento nel definire le politiche energetiche e selezionare le misure per le imprese, possono essere sintetizzati nella seguente strategia: – migliorare l’efficienza degli usi finali dell’energia; – promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il sondaggio
Nell’ambito del progetto CHANGE è stato effettuato un sondaggio (disponibile anche sul sito di Eurosportello Veneto, a questo link) tra le PMI di dodici Paesi europei (Italia, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Germania, Spagna, Francia, Ungheria, Malta, Polonia e Svezia) in tema di fonti di energia rinnovabile e risparmio energetico. Il documento è stato realizzato con la collaborazione di oltre 80 Camere di Commercio sparse in tutta Europa allo scopo di migliorare il servizio e di identificare le barriere all’adozione di misure di efficienza energetica nelle PMI. Le aziende intervistate rispondono a criteri di eterogeneità sia per quanto riguarda le dimensioni, sia per i settori di attività (dal manifatturiero alla vendita al dettaglio o all’ingrosso, dal settore ristorazione-hotel-tempo libero a quello delle costruzioni e ingegneria fino ai trasporti, alla distribuzione e allo stoccaggio). Ecco i risultati:

Responsabilità circa i temi energetici in azienda
Il 49% delle aziende intervistate ha dichiarato di non avere a disposizione una persona chiaramente identificata con responsabilità circa i temi energetici. Il 22% ha un membro del personale che funge da responsabile, mentre in un altro 37% dei casi la responsabilità è della direzione stessa. Si può notare una chiara correlazione tra la dimensione aziendale e l’intensità energetica, cioè la percentuale di spese in energia sui costi totali dell’azienda. Più personale c’è, più è probabile che le questioni energetiche siano affidate ad una certa persona. Questo vale anche per il grado di “intensità energetica”.

Più piccola è l’azienda, meno probabilità ci sono che abbia un membro del personale che si occupa dei temi energetici e maggiore sono le chance che abbia bisogno di aiuto/assistenza/input esterni.

Importanza del tema energia all’interno dell’azienda
L’importanza dei costi energetici è legata all’aumento dei costi stessi. Nessuna azienda con costi energetici pari al 10% o più di quelli totali ha risposto che non si tratta di un tema importante. Il fatturato ha scarsa influenza sulla percezione dell’importanza dell’energia in azienda.

Audit energetici svolti – misure per l’efficienza energetica
Il 75% delle aziende intervistate non ha ancora effettuato un audit energetico. Solo il 25% l’ha invece già effettuato. Le PMI sono state intervistate sul tipo di misure per l’efficienza energetica che hanno già implementato o che stanno pianificando di realizzare in futuro. L’azione di informare e motivare il personale perché applichi comportamenti volti al risparmio energetico è stata implementata dal 50% delle PMI, con un 12% addizionale che sta progettando di introdurre misure di questo tipo. Quando si tratta di investire in nuova strumentazione, il 45% prende in considerazione il consumo energetico.
Sistemi di gestione dell’energia sono stati attivati dal 16% delle aziende e sono in programma da parte di un altro 13%. Il 20% considera questi sistemi importanti, ma al momento non prevede di adottarli mentre il 34% non li ha presi in considerazione. Più grande è l’azienda, più alta è la percentuale di sistemi per la gestione dell’energia messi in funzione.

Le tre misure maggiormente adottate riguardano: 1. l’illuminazione (uso di lampadine efficienti, installazione di timer ecc.): 48% 2. il riscaldamento/raffreddamento/climatizzazione/ventilazione di edifici: 43% 3. le attrezzature da ufficio più efficienti (computer, stampanti, fotocopiatrici): 39%

Ragioni per una scelta di efficienza energetica
Il 90% delle PMI adotta misure di efficienza energetica per ridurre la bolletta energetica.

Ecco la classifica dei motivi alla base delle scelte di efficienza energetica: 1.riduzione della bolletta energetica (90%); 2.preparazione a futuri aumenti dei prezzi dell’energia (83%); 3.contributo alla lotta contro il cambiamento climatico/protezione dell’ambiente (75%); 4.miglioramento dell’immagine (65%); 5.incremento della sicurezza delle operazioni (55%); 6.incremento del valore degli edifici tramite impianti efficienti (45%); 7.miglioramento della qualità del prodotto (43%).
Come si può notare, viene data grande importanza alle ragioni finanziarie legate al consumo energetico. Ragioni “ideali” come la protezione dell’ambiente e l’immagine sono altrettanto fondamentali.

Quantificazione dei risparmi energetici
Il 16% delle PMI intervistate è stata in grado di quantificare i risparmi energetici, che variano dall’1% all’80%.

Finanziamenti
La principale fonte di finanziamento per gli investimenti in efficienza energetica è risultata essere quella delle risorse proprie (63%) seguita dai prestiti (14%), mentre il 16% delle aziende ha dichiarato che l’implementazione di misure per l’efficienza energetica non ha comportato alcun investimento importante. Né la dimensione aziendale, né il fatturato hanno un impatto sul tipo di finanziamento utilizzato. Considerando che gli investimenti più frequenti sono finalizzati all’informazione del personale e all’illuminazione, si può notare che in entrambi i casi si tratta solitamente di investimenti a basso costo.

Ostacoli agli investimenti in efficienza energetica
Alle aziende è stato chiesto di indicare le ragioni che ostacolano l’adozione di (ulteriori) misure per l’efficienza energetica. Le ragioni finanziarie sono l’ostacolo principale agli investimenti in efficienza energetica, mentre temi come la scarsa motivazione del personale o il fatto di essere in affitto non giocano un ruolo importante. Ciò si evince anche dal fatto che molti degli investimenti non hanno comportato grandi esborsi di capitale.
Queste le barriere indicate più frequentemente  (importanza alta/molto alta): 1.il periodo di ritorno sull’investimento è troppo lungo (69%); 2.i fondi disponibili devono essere usati per investimenti più importanti (67%); 3.mancanza di fondi per investimenti (65%); 4.mancanza di tempo/troppo lavoro (57%).
D’altra parte le seguenti motivazioni non impediscono investimenti nell’efficienza energetica (poco/non importante): 1.personale non motivato (75%); 2.nessuna possibilità/volontà di investire in un edificio preso in affitto (73%); 3.preoccupazioni circa interferenze con i processi di produzione (71%); 4.responsabilità per temi energetici non definite esattamente (64%).

Uso di energie rinnovabili
La maggior parte delle aziende intervistate non utilizza alcuna forma di energia rinnovabile, al contrario di un 7% che ha un contratto con un fornitore e la consuma così indirettamente. È invece del 13% la quota di aziende che utilizza direttamente fonti rinnovabile. In questo caso l’energia solare predomina (52%).

Ottimizzare l’acquisto di energia
La possibilità di cambiare fornitore o tariffa costituisce per le aziende un’ulteriore possibilità di ridurre i costi energetici. Mentre il 24% afferma di avere il miglior fornitore di energia, solo l’’11% dice lo stesso per il gas. I dati indicano ampia disponibilità al cambiamento, ma anche il bisogno di un’informazione chiara e facile da comprendere.

Cambiare fornitore di energia: problemi maggiormente percepiti
Elettricità: 1) la questione non è ancora stata esaminata; 2) non c’è consapevolezza sulla possibilità di cambiare fornitore; 3) la questione è stata esaminata, ma a causa della complessità delle offerte non è stato possibile verificare se un cambio sarebbe vantaggioso.
Gas: 1) la questione non è ancora stata esaminata; 2) non c’è consapevolezza sulla possibilità di cambiare fornitore; 3) non c’è una tariffa alternativa/un fornitore disponibile.

Strumenti per sfruttare le potenzialità dell’efficienza energetica e delle rinnovabili nelle PMI
Mentre adottano misure soft, investendo in infrastrutture o processi per diventare più energeticamente efficienti, le aziende ritengono siano necessari elementi come l’accesso al credito e agli incentivi fiscali.

“Estremamente importanti” sono risultati essere strumenti legati a molteplici temi finanziari: 1) supporto finanziario (finanziamenti, prestiti agevolati, ecc.); 2) incentivi fiscali per efficienza energetica/tecnologie FER; 3) procedure di autorizzazione meno complicate per le FER; 4) tariffe feed-in più alte per l’elettricità da FER.
Come “molto importanti” sono state menzionate misure più soft: 1) scambio di esperienze tra aziende dello stesso settore o regione; 2) promozione di consulenze energetiche per le aziende per identificare potenzialità per l’efficienza energetica e le FER; 3) informazione e campagne motivazionali; 4) campagne di educazione e apprendimento.

Forme e fonti di supporto
Brochure e siti web sono le fonti di informazione utilizzate più spesso dalle piccole e medie imprese, mentre le verifiche sui consumi energetici si piazzano ultime.

Il web e il supporto individuale si classificano come le fonti di informazione più utili per le aziende.

Varie fonti offrono informazioni e servizi riguardanti l’energia.

Domanda di servizi forniti dalle Camere di Commercio
Mentre i servizi forniti dalle Camere sono già ampiamente utilizzati, c’è una richiesta di maggiori forme di supporto. In media, il 33% di tutte le aziende ritiene che le Camere debbano dare più supporto, mentre il 24% pensa che esse offrano la giusta quantità di servizi ed informazioni circa i temi energetici. Solo il 3% ha risposto che le Camere offrono più servizi del necessario.

Partner di Progetto
Coordinatore: EUROCHAMBRES – Associazione delle Camere di Commercio ed Industria Europee
Partner: Camera Economica Federale Austriaca, Austria Federazione delle Camere di Commercio ed Industria, Belgio Camera di Commercio ed Industria Bulgara, Bulgaria Camera dell’Economia Croata, Croazia DIHK (Camere di Commercio e Industria Tedesche) Service GmbH, Germania Alto Consiglio delle Camere di Commercio, Industria e Navigazione Ufficiali di Spagna, Spagna Camera di Commercio ed Industria di Marsiglia-Provenza, Francia Camera di Commercio ed Industria Ungherese, Ungheria Unioncamere, Unione Regionale delle Camere di Commercio Industria Agricoltura ed Artigianato, Italia Camera di Commercio, Impresa ed Industria di Malta, Malta Camera di Commercio Polacca, Polonia Camera di Commercio Mälardalen Service AB, Svezia

Autore: Filippo Mazzariol Project Manager, Eurosportello del Veneto – Unioncamere del Veneto Enterprise Europe Network – FRIEND Europe – Venice www.eurosportelloveneto.it

 

 

 

 

 

 

 

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