Sviluppo sostenibile
Edilizia
Fotovoltaico
Solare Termico
Geotermico
Biomasse
Eolico
Idroelettrico
Mobilità
Home » Biomasse, Italia, News, Sviluppo sostenibile

BIOESSICCATO AMABILIS: PIU’ ENERGIA DAI RIFIUTI URBANI

Print Friendly
Secondo una ricerca del FIRB (Fondo investimenti per la ricerca di base), smaltendo i rifiuti urbani con nuove tecnologie di trattamento, è possibile coprire fino al 6% del consumo nazionale di elettricità. I risultati sono stati presentati il 25 giugno al termine di una indagine durata tre anni sulla Gestione di Rifiuti Urbani condotta in sette impianti di smaltimento della società Ecodeco nelle province di Milano, Lodi e Pavia.
La ricerca, svolta da Università di Milano Bicocca, Università degli Studi di Milano, Politecnici di Milano e Torino, Università Federico II di Napoli, Università di Genova, Università di Pavia e la società Ecodeco (Gruppo A2a), ha confrontato una modalità innovativa nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti urbani (Ru) con quella tradizionale attualmente impiegata, valutandone gli effetti su tre aspetti principali: impatti sulla salute umana, sull’ambiente e recupero energetico.
La nuova tecnologia prevede tre sottosistemi principali: il sistema Its trasforma i rifiuti indifferenziati in un nuovo materiale, chiamato Bioessiccato Amabilis, riducendo il peso della frazione residua dei rifiuti urbani dopo la differenziazione del 30%, il sistema New utilizza il nuovo materiale per produrre biogas e infine il sistema Waste&power permette il recupero di energia elettrica ricavabile dalla frazione residua dei Ru dopo la raccolta differenziata tramite un termovalorizzatore di nuova generazione con alto potere calorico.
Grazie a questo sistema di gestione, il rendimento di produzione di elettricità da rifiuti potrebbe salire dal 27-29% degli impianti convenzionali a circa il 40% per un termo-utilizzatore di grande taglia (capacità di trattamento 500 mila tonnellate di rifiuti all’anno). In Italia, se tutti i rifiuti residui della raccolta differenziata (circa 20 milioni di tonnellate/anno) fossero termo-utilizzati in simili impianti, sarebbe teoricamente possibile produrre oltre 20 mila GWh elettrici, ovvero circa il 6% del consumo nazionale di elettricità. Altro dato interessante emerso dalla ricerca riguarda l’abbattimento delle polveri e delle sostanze inquinanti derivanti dall’intero processo di trattamento dei rifiuti che si ha grazie alla diminuzione e ottimizzazione dei trasporti di combustibile da rifiuto necessari per alimentare gli impianti di valorizzazione.

Per approfondire:

 

 

 

  • Facebook
  • Twitter
  • Add to favorites
  • Google
  • LinkedIn
  • Email
  • RSS