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UNI CEI EN 16001: LA NORMA SUI SISTEMI DI GESTIONE DELL’ENERGIA

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Obiettivi europei e previsioni
Una soluzione per la gestione dell’energia
Come raggiungere gli obiettivi posti dalla norma

Obiettivi europei e previsioni
Il fabbisogno energetico dell’Unione Europea è ancora in gran parte soddisfatto dai combustibili fossili, quali petrolio, gas naturale e carbone. Una situazione che pone in maniera sempre più pressante inevitabili questioni ambientali, oltre che di sicurezza e di bilancio economico. È sempre più diffusa l’idea che per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni, esistono due strade: l’uso razionale dell’energia e lo sviluppo di fonti energetiche alternative. Come si legge nella direttiva 2008/101/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008, “Il Consiglio europeo ha posto in evidenza l’impegno dell’UE a trasformare l’Europa in un’economia con un’efficienza energetica elevata ed emissioni di gas ad effetto serra ridotte e, sino alla conclusione di un accordo globale e completo per il periodo successivo al 2012, ha stabilito che l’Unione europea si impegni in modo fermo e indipendente a realizzare entro il 2020 una riduzione delle sue emissioni di gas ad effetto serra di almeno il 20% rispetto ai livelli del 1990”. La Commissione Europea nel “Libro Bianco sull’adattamento ai cambiamenti climatici: verso un quadro d’azione europeo” dichiara che “nell’ambito di ciascuna politica settoriale (es.: energia, urbanistica, rifiuti, ecc.) occorre rispondere alle seguenti domande cruciali: quali sono gli impatti, effettivi e potenziali, dei cambiamenti climatici nel settore considerato? Quali sono i costi dell’intervento o del mancato intervento? Come fare affinché le misure proposte abbiano un’incidenza e interagiscano con le politiche in altri settori?” . Le previsioni sui consumi energetici da parte degli Istituti più autorevoli prevedono che la domanda globale di energia sarà in continuo aumento, con ipotesi di raddoppio nel 2050, dal momento che oltre la metà della popolazione mondiale sta entrando solo ora nel mercato dell’energia. Inoltre, un terzo del consumo globale di energia è imputato al settore industriale, così come il 22% delle emissioni serra. Esiste tuttavia per le aziende una potenzialità enorme per la riduzione dei consumi e il conseguente risparmio, grazie alla maggiore efficienza di motori, pompe, caldaie, al recupero di energia nei processi di produzione di materiali, al riciclo degli scarti e all’adozione di processi e materiali avanzati.
Allo stesso tempo, cresce l’esigenza di creare una “cultura dell’energia” che porti a:
  • Individuare gli impianti e le tecnologie;
  • Progettare i prodotti considerando le migliori tecnologie disponibili;
  • Scegliere i fornitori che siano sensibili agli aspetti energetici;
  • Migliorare i comportamenti del personale interno per una cultura dell’efficienza energetica;
  • Implementare un sistema energetico basato sulle fonti rinnovabili.
Una richiesta, o meglio un’esigenza, che trasversalmente interessa aziende ed enti pubblici, è quella di migliorare la propria efficienza energetica.
Una soluzione per la gestione dell’energia
Adottare un Sistema per la Gestione dell’Energia è determinante, in quanto si tratta di affrontare con  una modalità integrata un elevato numero di questioni che interagiscono: dalla gestione e controllo operativo dell’organizzazione, alle azioni con implicazioni di tipo strategico e competitivo per ridurre i costi. Una recente norma volontaria, la UNI CEI EN 16001, in fase di pubblicazione da parte dell’UNI in italiano, sta sempre di più arricchendo il dibattito, essendo uno strumento che fa sintesi delle diverse esperienze a livello Europeo già collaudate e con ottimi risultati.
La UNI CEI EN 16001, che nel 2011 diventerà ISO 50001 e quindi varrà a livello mondiale, dà una risposta alle ovvie peculiarità del campo energetico. La nuova norma, infatti, considera gli aspetti ambientali come un fattore determinante. Essi sono definiti dall’identificazione e analisi degli aspetti energetici significativi cui è necessario associare azioni di risparmio energetico che la norma esplicita come “riduzione dei costi e delle emissioni di anidride carbonica”. Lo sviluppo di questo sistema interessa sia le aziende sia gli enti pubblici sensibili all’aspetto energetico. Riguarda dunque le aziende ad alto consumo energetico o che operano nel settore dell’Energia, le organizzazioni che devono rispettare la Direttiva EU-ETS – Emission Trading (protocollo di Kyoto), chi ha obbligo di nomina dell’energy manager secondo la L. 10/1991 (10.000 tep per le imprese del settore industriale; 1.000 tep per i soggetti del terziario e della Pubblica Amministrazione) e le imprese con avanzate politiche ambientali e di sostenibilità, anche in funzione di valorizzare la loro politica di marketing che sempre più enfatizza la questione ambiente e il risparmio energetico (settore food). Anche gli enti pubblici che vogliono qualificare e certificare il proprio Sistema di Gestione Energetica, dagli aspetti energetici diretti a quelli indiretti, dai consumi elettrici propri, di gestione calore e raffrescamento, all’efficienza degli edifici e del parco macchine, dall’energia acquistata a quella prodotta, fino alle fonti rinnovabili e alle politiche energetiche applicate al settore dell’edilizia civile. In linea con gli obiettivi dell’Unione Europea, la UNI CEI EN 16001 promuove lo sviluppo di alcune attività determinanti per la riduzione dei consumi e dei relativi costi energetici. Essa concentra le attività dell’imprese coinvolte sui seguenti punti:
  • Definizione di una politica di efficienza energetica dei processi produttivi;
  • Determinazione dell’approccio dell’impresa verso la gestione energetica;
  • Definizione di obiettivi e traguardi in tema energetico, con un specifico piano (costi – benefici);
  • Elaborazione di un Sistema di Gestione documentale e applicativo in modo da contribuire alla razionalizzazione e all’ottimizzazione dei consumi;
  • Determinazione delle responsabilità degli addetti (sinergie operative) per una maggiore efficienza;
  • Contabilizzazione e valutazione dei diversi consumi ( AUDIT energetico);
  • Pianificazione di una strategia di comunicazione verso l’interno e l’esterno in modo da valorizzare quanto intrapreso.
Inoltre, proprio per la sua struttura, la UNI CEI EN 16001 è complementare agli altri sistemi di gestione, accostandosi perfettamente alla già conosciuta UNI ISO 14001 e alla UNI ISO 9001. Infatti, è in linea con il ciclo di Deming che attraverso il Plan-Do-Check-Act assicura che lo standard possa essere utilizzato da tutte le organizzazioni di qualsiasi dimensione e tipologia, con benefici sia per grosse multinazionali sia per piccole e medie imprese.
1. Plan: identificare aspetti energetici e obblighi legali, stabilire obiettivi e relativi target;
2. Do: assegnare risorse e responsabilità, accrescere la consapevolezza dell’organizzazione e fornire una preparazione adeguata, incoraggiare la comunicazione interna ed esterna; attivare controlli operativi;
3. Check: definire un programma di monitoraggio della gestione energetica, identificare e gestire le eventuali non conformità, controllare le rilevazioni, effettuare verifiche interne sul sistema di gestione energetico;
4. Act: esaminare il sistema di gestione dell’energia da parte del top management, per predisporre potenziali migliorie e cambiamenti.
Come raggiungere gli obiettivi posti dalla norma
Per raggiungere gli obiettivi fissati dalla norma, sarà di fondamentale importanza l’identificazione degli “ aspetti energetici”, intesi come gli elementi di un’attività, di un prodotto o di un servizio, che impattano sui consumi energetici. Si procederà quindi secondo i seguenti step:

 
Produzione di celle fotovoltaiche. Per gentile concessione di Helios Technology Spa
1. Selezionare le attività; 2. Determinare gli indicatori di prestazione energetica; 3. Identificare gli aspetti energetici delle attività, prodotti e servizi; 4. Definire una lista di azioni mirate al risparmio energetico.
Come per gli altri sistemi di gestione, nella fase di implementazione del sistema, l’azienda dovrà individuare la figura interna di riferimento, il Responsabile di Sistema di Gestione Energetica (RSGE), il quale dovrà predisporre il sistema, aggiornare le procedure, verificarne l’applicazione, definire con lo staff tecnico la proposta del piano di interventi e la verifica dell’attuazione, determinare e creare le sinergie con i responsabili degli altri settori produttivi, per l’individuazione e la risoluzione delle inefficienze. Ai fini di queste attività dovranno essere elaborati appositi strumenti per garantire l’efficienza dell’operatività quotidiana:
  • Checklist  di controllo per monitorare e ridurre i consumi superflui;
  • Piani di manutenzione per macchine, attrezzature e strutture;
  • Documenti di definizione delle responsabilità;
  • Ispezioni e programmi di controllo.
L’audit energetico è un strumento determinante all’interno delle attività previste: individuato il profilo di consumo aziendale o dell’ente, si potrà in seguito redigere un’analisi tecnico economica dei principali interventi per il miglioramento dell’efficienza energetica. Per l’azienda, i benefici si potranno misurare attraverso una razionalizzazione e ottimizzazione dei processi produttivi e della gestione delle risorse energetiche, dalla riduzione dei costi, al miglioramento dell’efficienza energetica e mantenimento dei risultati ottenuti, dalla potenziale integrazione con altri sistemi di gestione presenti in azienda, alla determinazione di un Sistema Energetico Aziendale e/o Comunale che individua le caratteristiche delle azioni da intraprendere sia per le tecnologie sia per le fonti di energia rinnovabile applicabili. Fino alla riduzione del peso della carbon footprint  legata all’attività economica e la possibilità di comunicare verso l’esterno il valore acquisito, con una specifica comunicazione rivolta agli stakeholder.
Come già detto, tale norma ha l’obiettivo di uniformare le diverse disposizioni presenti nei paesi dell’Unione Europea. Laddove queste disposizioni sono state applicate, i risultati non si sono fatti attendere. Si possono trovare esperienze diverse in questo contesto: in Danimarca, Irlanda, Olanda, dove viene promossa una gestione efficiente dell’energia (Long-term agreements on energy efficiency – LTA), in Svezia, dove è stato introdotto a livello volontario il Sistema di Gestione dell’Energia a partire dal 1° gennaio 2005 dall’Agenzia Energetica Svedese con il PFE, Programme for Improving Energy Efficiency Act (2004:1196). Questa nuova norma deve essere vista quindi come uno strumento di benchmarking per misurare e incrementare le performance di un’impresa o di una Pubblica Amministrazione. Determinare un Sistema di Gestione Energetica con l’utilizzo sistematico di metodologie e di strumenti stimola i processi di apprendimento e cambiamento e, allo stesso tempo, l’efficacia/efficienza delle azioni aziendali e il rinnovamento della cultura aziendale.
Autore:
Stefano De Marzi Idecom s.r.l. Consulente per Sistemi di Gestione Ambientali e Energia per Aziende e Enti Pubblici Progettazione e coordinamento eventi sostenibili Green Event (Mondiali di Volley Maschile 2010; Mondiali Baseball 2009). Lead Auditors UNI ISO 14001; Auditors Regolamento EMAS, Auditors EU-ETS (emmision trading) per un Ente di Certificazione.

 

 

 

 

 

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