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VENETO: IN TRE ANNI, SOLO COMUNI ECO-ILLUMINATI

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Progettisti e installatori alle dipendenze degli enti pubblici dovranno prestare attenzione alle nuove norme contro l’inquinamento luminoso. Hanno solo tre anni, infatti, i comuni del Veneto per dotarsi di un Piano dell’illuminazione finalizzato al contenimento dell’inquinamento luminoso (PICIL) e soli sei mesi per rilevare il consumo in chilowattora/anno di energia elettrica impiegato per illuminazione esterna notturna pubblica.  È questa la tempistica prevista dalla Legge Regionale n 17 del 7 agosto 2009: l’atto di programmazione per la realizzazione dei nuovi impianti di illuminazione e per ogni intervento di modifica, adeguamento e installazione che mira al contenimento dell’inquinamento luminoso, la valorizzazione del territorio e il miglioramento della qualità della vita. Un progetto per il quale la Regione ha anche previsto alcuni contributi.
Sarà dunque compito dei comuni rendere i regolamenti edilizi conformi alla nuova normativa e verificarne il rispetto anche da parte dei privati cittadini. I sindaci potranno comunque avvalersi della competenza tecnico scientifica dei Dipartimenti Provinciali dell’ARPAV, presso la cui direzione è stato appositamente istituito l’Osservatorio permanente sul fenomeno dell’inquinamento luminoso. I nuovi progetti illuminotecnica, invece, dovranno essere sviluppati nel rispetto delle norme tecniche vigenti del Comitato elettrotecnico italiano (CEI) e dell’ente nazionale di unificazione (UNI) e accompagnati da una certificazione del progettista – anche esterno all’ente – di rispondenza dell’impianto ai requisiti della presente legge.
Seppur con alcune deroghe, la normativa definisce le caratteristiche degli impianti ammessi. Via libera, tra gli altri, per quelli con intensità luminosa massima compresa fra 0 e 0.49 candele (cd) per 1.000 lumen di flusso luminoso totale emesso a novanta gradi ed oltre, per quelli equipaggiati di lampade ad avanzata tecnologia ed elevata efficienza luminosa (al sodio ad alta o bassa pressione). È inoltre consentito l’impiego di lampade con indice di resa cromatica superiore a Ra=65, ed efficienza comunque non inferiore ai 90 lm/w esclusivamente per l’illuminazione di monumenti, edifici, aree di aggregazione e zone pedonalizzate dei centri storici. I nuovi apparecchi d’illuminazione a led possono essere impiegati anche in ambito stradale, a condizione che l’efficienza delle sorgenti sia maggiore di 90lm/W.
L’Assessore regionale all’Ambiente, Giancarlo Conta sottolinea come “un comune di media dimensione potrebbe risparmiare dal 20 al 40% sulla bolletta energetica per l’illuminazione, se solo rivedesse la propria illuminazione pubblica utilizzando apparecchi a norma di legge. Questo non significa spegnere la luce, ma illuminare meglio, ovvero avere più luce dove serve e meno luce dispersa verso il cielo”. 

Approfondimenti:
Legge Regionale n.17 del 7 agosto 2009
I dipartimenti provinciali di ARPAV

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