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PANNELLO IBRIDO: IL SOLE 2 IN 1

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Tecnologia e punti di forza
Ibrido domestico Elettricità: più 20 per cento
Scambio termico sanitario
Integrazione sul riscaldamento
Ibrido industriale

Tecnologia e punti di forza
La tecnologia utilizzata per la realizzazione di impianti ibridi solare termico – fotovoltaico offre vantaggi concreti per installatori e progettisti e nel contempo garantisce un’ottimizzazione dei costi per l’utente finale. Un pannello ibrido, infatti, permette un’integrazione architettonica perfetta, una maggiore durata dei singoli moduli e un aumento della produttività energetica rispetto all’utilizzo di due pannelli separati. Una soluzione efficace ed efficiente, dunque, che trova applicazione sia nei processi industriali che in quelli domestici. Numerosi i punti di forza, dall’estensione della garanzia da 20 a 25 anni alla produzione di un 20 per cento in più di energia elettrica – che con il conto energia si traduce in un maggior ritorno economico. E ancora, facilità nell’installazione dei moduli e nelle connessioni elettriche e idrauliche e la possibilità di detrarre il 45 per cento del costo del collettore ibrido (se sommato ai restanti costi per l’impianto sanitario, si può usufruire della detrazione del 55 per cento in cinque anni). L’uso di questo pannello e la sua elevata versatilità domestica e industriale rendono il prodotto unico nel suo genere.

Ibrido domestico
L’utilizzo congiunto di impianti termici e fotovoltaici ha spesso un alto impatto estetico, dovuto alla differenza delle strutture di sostegno e all’ampio spazio occupato. Il pannello ibrido viene dunque incontro alle esigenze di architetti e clienti che intendono salvaguardare l’effetto estetico con impianti meno invasivi. Costituiscono inoltre un’ottima soluzione per coloro che non possiedono abbastanza spazio per installare entrambi gli impianti.

 

Elettricità: più 20 per cento
Il silicio, a temperature oltre i 12 gradi, comincia a perdere la sua efficienza e, all’aumentare di ogni grado celsius, riduce la producibilità elettrica dello 0,2 per cento: ecco perché, grazie alle temperature più basse, un impianto posto in area montana rende di più rispetto allo stesso installato in pianura. Pertanto, se si fa circolare un liquido – acqua o glicole – nella parte inferiore delle celle fotovoltaiche, attraverso un circuito chiuso collegato in serie, si sottrae energia alle celle di silicio aumentando il rendimento della potenza erogata. Nello stesso tempo, l’energia sottratta può trovare impiego come energia termica per gli usi sanitari o come contributo per l’integrazione del riscaldamento domestico e delle piscine. Oltre questi benefici, termici ed elettrici, grazie agli incentivi previsti dal conto energia e al risparmio sulla bolletta elettrica e del gas, l’ibrido assicura maggiori entrate economiche legate all’aumento del 20 per cento dell’energia elettrica prodotta su base annua, rispetto all’utilizzo di due pannelli disgiunti.

Scambio termico sanitario
A differenza di un tradizionale sistema solare termico, piano o sottovuoto, il sistema ibrido non risente delle temperature elevate e può sopportare anche gli 80 gradi a cui arriva il silicio in estate. Dal punto di vista tecnico, il collettore ibrido è un pannello fotovoltaico nel quale è stata inserita una serpentina per l’asportazione del calore in eccesso. Collettore e serpentina vengono chiusi nella parte inferiore da una lamina in lamiera zincata dove sono presenti le due connessioni idrauliche (una di entrata e una di uscita), il porta-sonda per il termico e le connessioni elettriche per il fotovoltaico. L’impianto risulta dunque molto semplice e relativamente poco costoso, grazie all’utilizzo di tubature in multistrato ben isolate al posto di quelle in rame, che resistono fino a 95 gradi centigradi. Tramite una pompa comandata da una centralina e la tradizionale sonda posta sui pannelli, si crea un circuito chiuso in pressione. Il collegamento tra un pannello e l’altro viene effettuato con tubo flessibile in acciaio con raccordi maschi. Il sistema di scambio può essere garantito con glicole, adatto a resistere a basse temperature, o con acqua a svuotamento, per prevenire i problemi del congelamento dei circuiti. Come per ogni altra struttura, il numero dei pannelli ibridi nel totale dell’impianto va calcolato a seconda delle esigenze familiari, tenendo conto che le rese termiche si aggirano attorno ai 500 Kilowatt termici al metro quadro annui.

Integrazione sul riscaldamento
L’integrazione sul riscaldamento a parete, o su pavimento o soffitto, va calcolata tenendo conto della superficie da riscaldare. La quantità di superficie captante del sistema ibrido dovrà essere notevolmente maggiore di quella del solo sanitario. L’integrazione parziale sarà maggiore nelle stagioni intermedie, quando si comincia cioè ad accendere il riscaldamento. Nel periodo primaverile ed estivo quando non è necessaria l’integrazione al riscaldamento, grazie all’abbondante quantità di energia sviluppata, l’impianto può garantire completa autonomia per acqua sanitaria ed elettrodomestici. Un vantaggio che sarebbe completo se si dissipasse tale energia in una piscina o in altri usi domestici.

Ibrido industriale
L’installazione della tecnologia ibrida nel grande impianto industriale permette una maggiore efficienza rispetto ad una abitazione, perché una struttura industriale energivora sfrutta totalmente l’energia prodotta. Anche in questo caso l’impianto va dimensionato correttamente per sfruttare al meglio le capacità del generatore ibrido. Industrie, hotel, piscine, lavanderie, case di riposo e allevamenti hanno dunque garanzia di grandi quantità di energia elettrica a disposizione e di un sensibile contributo di energia termica, con un ritorno economico immediato.

Autore Roberto Gasparin è tecnico nel settore del solare termico

Si autorizza la riproduzione a fini non commerciali, con citazione obbligatoria della fonte e inserimento link a www.energheiamagazine.eu.

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