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UN FRENO AI CONTRIBUTI PER LA SOSTENIBILITÀ ENERGETICA

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Il piano anticrisi del Governo taglia i fili dell’energia sostenibile.
Le misure adottate col nuovo decreto andranno ad incidere proprio sulla possibilità di ottenere vantaggi fiscali in caso di interventi di riqualificazione energetica.
Tutto parte dalla normativa, introdotta un paio di anni fa, che prevedeva l’opportunità di detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 55% delle spese sostenute per gli interventi di sostenibilità energetica. Ma ora, con l’entrata in vigore del decreto anticrisi, accedere a questo incentivo sarà molto più difficile. Nel dettaglio, il decreto prevede che per le spese sostenute dopo il 31 dicembre 2007, i contribuenti debbano inviare all’Agenzia delle entrate, esclusivamente in via telematica, “un’apposita istanza per consentire il monitoraggio della spesa e la verifica del rispetto dei limiti di spesa complessivi”. Il provvedimento stabilisce ancora che l’Agenzia delle entrate esamini le domande secondo l’ordine cronologico di invio e comunica entro 30 giorni l’esito della verifica agli interessati. Decorsi i 30 giorni senza esplicita comunicazione di accoglimento “l‘assenso si intende non fornito” e il cittadino non potrà usufruire della detrazione.
Per quanto riguarda invece le spese sostenute nel 2008, in caso di mancato invio della domanda o di diniego da parte dell’Agenzia, l’interessato potrà comunque usufruire di una detrazione dall’imposta lorda pari al 36% delle spese sostenute fino ad un massimo di 48.000 euro da ripartire in 10 rate annuali.
Notizia dell’ultim’ora: il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha promesso che presenterà richiesta al Parlamento di modifica dell’attuale decreto, togliendo il carattere di “retroattività” dalla norma che introduce modifiche al bonus fiscale del 55% sugli interventi di risparmio energetico.
I PRIMI COMMENTI
  • «I limiti introdotti sullo sconto del 55% – ha commentato il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia a margine di un convegno sull’ambiente di Assolombarda – non ci trovano d’accordo. Se l’obiettivo da perseguire è quello di ridurre i consumi di energia dobbiamo evitare di avere effetti che blocchino questo tipo di investimenti delle imprese e dei privati. Queste misure – continua – rischiano di frenare lo sviluppo di diversi comparti industriali, molti dei quali presenti anche all’interno di Confindustria. Per questo motivo chiederò al Governo di rivedere l’articolo 29 inserito nel decreto legge 185. Auspico cioè che vengano introdotte agevolazioni fiscali per le imprese che investono in risparmio energetico e riduzione delle emissioni, agevolazioni che potrebbero arrivare da una rimodulazione dei fondi strutturali”.La Marcegaglia ha sottolineato infine l’errore di «mettere un rubinetto al 55% di detrazione fiscale sugli investimenti di efficienza energetica», e come «la retroattività del provvedimento sia la cosa peggiore che si possa fare. Per questo motivo – ha aggiunto Marcegaglia – Confindustria ha avuto incontri con esponenti del Governo e si è impegnata in modo chiaro e forte perché ci siano cambiamenti su questa norma».
  • Interviene anche Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente: “Non si comprende la ragione per la quale si è deciso di cambiare un provvedimento che ha avuto un grande successo e che permetteva alle famiglie di risparmiare sulle bollette elettriche e termiche grazie alla possibilità di installare impianti solari termici, caldaie a condensazione, interventi di efficienza energetica. A meno di voler proprio limitare il ricorso a questo tipo di incentivi. Tutto questo – sottolinea Zanchini – scoraggerà i cittadini, confonderà le imprese sempre più interessate alle rinnovabili, con grave danno per il Paese e per la lotta ai cambiamenti climatici. Chiediamo quindi al Governo di mettere mano al provvedimento per tornare a una procedura semplice, trasparente e sicura. Per dare finalmente un segnale di voler recuperare i ritardi del nostro Paese rispetto al resto d’Europa”.
  • Dura la risposta del ministro del Pd Pierluigi Bersani che dichiara: “Leggendo il decreto anticrisi emergono decisioni che un governo imbroglione si è dimenticato di dire in conferenza stampa. Sono decisioni senza senso, spiegabili solo con la volontà ideologica di cancellare ogni traccia delle novità introdotte dal governo Prodi. Spicca il colpo mortale con effetti retroattivi dato alle ristrutturazioni edilizie a fini ambientali. Lo sconto fiscale del 55% era a sostegno all’economia e all’ambiente secondo priorità universalmente riconosciute da Kyoto in poi. Chi ha realizzato l’intervento sulla sua casa nel 2008 potrà rimetterci fino a 15 mila euro”.

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