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Tradizione, innovazione e autarchia energetica ad alta quota

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La Casa Capriata, prima casa passiva d’alta montagna in Italia e seconda in Europa dopo il rifugio austriaco Schiestlhaus am Hochschwab, sorge a quota 2.100 metri nel comprensorio sciistico di Weissmatten, a Gressoney Saint Jean (Aosta), ed è stato presentata nell’ambito del XXIII Congresso Mondiale degli Architetti Uia Torino 2008, “Trasmitting Architecture”, che si è tenuto nel capoluogo piemontese dal 29 giugno al 3 luglio scorso.

 

Il progetto, a distanza di cinquant’anni, ripropone la realizzazione di un edificio sperimentale in legno disegnato dall’architetto Carlo Mollino, protagonista della cultura architettonica italiana del Novecento, nell ’ambito della X Triennale di Milano (1954) e mai realizzato a causa di un mancato accordo economico con gli sponsor. L’iniziativa è stata avviata l’11 ottobre 2006 dal Dipartimento Progettazione Architettonica e di Disegno Industriale del Politecnico di Torino (Dipradi) e dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Torino, nell’ambito dell’esposizione “Carlo Mollino Architetto” (Archivio di Stato di Torino, ottobre 2006 – gennaio 2007). Selezionata da Alpi365 Expo Biennale delle montagne (Torino, 4-7 Ottobre 2007) come uno dei 100 progetti d’eccellenza per lo sviluppo sostenibile della montagna dell’Euroregione Alpi Mediterraneo, è stato uno degli Off Congress Official Events del XXIII Congresso Mondiale degli Architetti Uia Torino 2008.

Il progetto originario della Casa Capriata, ideato attraverso fasi successive (1946-54), costituisce il punto d’arrivo di un’esperienza ma anche l’evoluzione di un modo di intendere la casa alpina, prima come archetipo e poi come semplice abitazione di montagna moderna, attraverso il passaggio da una produzione artigianale ad una seriale. L’idea di Mollino, un’architettura aerea interamente sollevata dal suolo, è la traduzione in termini costruttivi moderni delle architetture walser dell’alta valle di Gressoney, analizzate dal noto architetto a partire dal 1929, nell’ambito dell’opera “Rilievi di architetture rurali valdostane”.

L’elemento che accomuna tutti i progetti sviluppati da Mollino nel corso degli anni è l’utilizzo di nuovi materiali come il resinflex, la gommapiuma e la plastica, abbinati ad altri più tradizionali, quali legno, ottone, cristallo. Questi elementi fanno della Casa Capriata un manifesto della sperimentazione di materiali e tecniche costruttive ingegnose e colte, innovative e, al tempo stesso, consapevoli di antiche tradizioni. Basata sull’idea di “costruzione leggera in legno”, la Casa Capriata utilizza un’ossatura costituita da tre capriate a catena portante gli orizzontamenti. Distribuito su tre piani, l’edificio ha al piano primo il soggiorno–sala da pranzo, la cucina, un servizio e un piccolo disimpegno per il deposito degli sci a fianco dell’ingresso; al secondo piano, invece, due camere e un bagno; il terzo piano, infine, è occupato da due camere e da una serie di armadi.

Il progetto, sostenuto dalla Regione Autonoma della Valle d’Aosta e dal Comune di Gressoney Saint Jean, nell’ambito di un’azione di valorizzazione del comprensorio sciistico di Weissmatten, ha previsto la collocazione dell’edificio lungo il Walserweg (la Grande Via dei Walser), in prossimità del padiglione da tè in legno della Regina Margherita di Savoia, per assumere la funzione di rifugio alpino. La Casa Capriata è stata intitolata alla figura di Carlo Mollino, architetto, docente della Facoltà di Architettura di Torino, designer, maestro di sci Fisi, direttore della Coscuma (commissione delle scuole e dei maestri di sci) e, nel 1951, anche autore del trattato “Introduzione al discesismo”.

L’edificio è stato realizzato quest’anno anche grazie alla partecipazione tecnica delle aziende sponsor coinvolte dal Politecnico di Torino – Dipradi, fra le quali figurano alcune aziende che presero già parte al progetto per la X Triennale di Milano del 1954. E’ il caso, ad esempio, del gruppo Saint-Gobain Isover Italia, che ha inserito il Rifugio “Carlo Mollino” nel progetto europeo Multi-Comfort House, nell’ambito del quale, accanto ad altre due esperienze di edifici energeticamente efficienti realizzati in Svezia e Austria, la Casa Capriata figurerà come primo caso studio italiano. Di particolare rilievo è la partecipazione al progetto di alcune aziende fra le quali Internorm Italia, che ha fornito i serramenti esterni basso emissivi già utilizzati per la realizzazione della prima casa passiva d’alta montagna, il rifugio Schiestlhaus am Hochschwab; Hoval Italia, azienda leader nei sistemi di riscaldamento e ventilazione; e Kme Italy che, in partnership con Unimetal, realizzerà una copertura energetica. Il progetto, certificato dall’Agenzia CasaClima (obiettivo Classe A Gold), è stato realizzato nelle strutture e componenti lignee dalla Denaldi Legnami e vede l’impegno di diversi sponsor fra i quali Velux Italia, Bertolotto Porte, Artigo Rubber Flooring, Idrocentro e Zanotta, che fornisce i mobili realizzati su disegno di Carlo Mollino.

Come l’esempio austriaco, anche il Rifugio “Carlo Mollino” fa ricorso ad un’impostazione ecologica complessiva che si basa su una gestione energetica autarchica, grazie all’utilizzo di tetto solare per ottenere acqua calda e di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, sul trattamento biologico delle acque reflue e sull’utilizzo dell’acqua piovana. Con il Rifugio “Carlo Mollino” a Weissmatten viene realizzato quindi un prototipo di edificio autarchico dal punto di vista energetico. La recente realizzazione di rifugi alpini energeticamente autonomi, in contesti analoghi al territorio di Weissmatten, è la testimonianza diretta di una stagione di sperimentazioni di nuove strategie per la salvaguardia dell’ambiente alpino. Proprio in virtù del loro essere “spazio estremo”, le Alpi costituiscono un terreno di sperimentazione privilegiato per tentare di rispondere ad alcune difficili domande poste dall’oggi come la sostenibilità ambientale.

Grazie all’impiego di alcune tecnologie d’avanguardia nella progettazione di edifici pubblici, come è il caso specifico dei rifugi alpini, questi ultimi possono assumere la funzione di modello e buona pratica per le amministrazioni nell’ambito della realizzazione di edifici energeticamente efficienti. Le difficoltà crescenti poste dalle fonti fossili, sia in termini di esaurimento delle risorse, sia in termini di inquinamento ambientale, sia ancora in termini di approvvigionamento, stanno facendo crescere l’interesse nei confronti della progettazione di edifici passivi, ma le motivazioni che spingono ad approfondire la ricerca e a migliorare la qualità non sono soltanto economiche: sono anche e soprattutto ecologiche.

La scelta di progettare, e realizzare, un edificio a basso consumo energetico attraverso l’utilizzazione di nuovi materiali, tecniche innovative a livello impiantistico, in grado di eliminare il fabbisogno di combustibile fossile per il riscaldamento invernale, oltre a rendere minimi i fabbisogni di energia ha quindi una duplice valenza: ecologica ed energetica. Accanto al sottoscritto, in qualità di responsabile scientifico e ideatore del progetto della Casa Capriata, ha lavorato un gruppo di docenti e ricercatori del Politecnico (Liliana Bazzanella, Alessandro Mazzotta, Mario Sassone, Elena Tamagno), che ha sviluppato il lavoro di rielaborazione e adeguamento normativo del progetto originario, pensato negli anni Cinquanta come prototipo sperimentale temporaneo per il Parco della Triennale, e il progetto esecutivo.

L’iniziativa ripropone il carattere sperimentale del progetto originario che, nell’ambito del Concorso Vetroflex Domus (1951) e della X Triennale di Milano (1954), costituiva un manifesto della sperimentazione di materiali e tecniche costruttive ingegnose e colte, innovative ma consapevoli di antiche tradizioni.

Il programma dei lavori per la realizzazione del Rifugio “Carlo Mollino” è stato presentato a marzo 2008 presso il comune di Gressoney Saint Jean, al momento della firma dell’accordo di programma da parte dei diversi partner del progetto. Il cantiere dell’opera è stato avviato nel corso della primavera 2008 e come detto l’iniziativa è stata presentata nell’ambito del XXIII Uia World Congress Torino 2008.

Soggetti promotori Politecnico di Torino – Dipartimento di Progettazione Architettonica e di Disegno industriale (DIPRADI) e Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Torino (OAT). Partner Regione Autonoma Valle d’Aosta, Comune di Gressoney Saint Jean (Aosta), Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della R.A. Valle d’Aosta, Federazione degli Ordini del Piemonte e della Regione Autonoma Valle d’Aosta, Triennale di Milano, Agenzia Casaclima, Denaldi Legnami, Saint Gobain Isover Italia, Internorm Italia, KME Italy con Unimetal, Hoval Italia, Bertolotto Porte, Idrocentro, Artigo Rubber Flooring, Velux, Bi Esse, Zanotta. Responsabile scientifico e gruppo di lavoro Guido Callegari, Politecnico di Torino – Dipartimento di Progettazione Architettonica e di Disegno Industriale; Liliana Bazzanella, Alessandro Mazzotta, Elena Tamagno, Politecnico di Torino – Dipartimento di Progettazione Architettonica e di Disegno Industriale; Mario Sassone, Politecnico di Torino – Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica. Comitato tecnico Guido Callegari, Liliana Bazzanella, Alessandro Mazzotta, Elena Tamagno, Politecnico di Torino – Dipartimento di Progettazione Architettonica e di Disegno Industriale; Mario Sassone, Politecnico di Torino – Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica; Riccardo Cedrone, OAT Ordine Architetti di Torino; Aldo Comé, Giancarlo Cella, Luca David, Comune di Gressoney Saint Jean; Maurizio Coslovich, Comunità montana Walzer; Ulrich Klammsteiner, Daniela Demartini, Agenzia CasaClima.

Autore:
Guido Callegari, architetto e docente di Tecnologia dell’architettura del Politecnico di Torino.

Si autorizza la riproduzione a fini non commerciali, con citazione obbligatoria della fonte e inserimento link a www.energheiamagazine.eu.

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