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Da ex discarica a Parco fotovoltaico

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Un parco fotovoltaico per la produzione di energia da fonte solare. E’ questo il progetto proposto dall’Ente di Bacino Padova 2 per valorizzare da un punto di vista energetico l’area dell’ex discarica di Roncajette, a Ponte San Nicolò, attualmente in fase di valutazione di impatto ambientale (Via) presso la Regione Veneto.

figura 1 Ubicazione della discarica nel contesto provinciale e comunale

L’area della discarica di proprietà del Bacino Padova 2, è composta dai lotti B, C e C1, oltre ad un fabbricato e all’annessa area antistante di quindici ettari. L’esercizio della discarica è stato svolto a partire dal 1989 e i lotti si sono esauriti nel novembre del 1999: da allora è in gestione post-operativa.
Il progetto prevede inizialmente la realizzazione di un impianto fotovoltaico di circa 1 MWp di potenza da installare, su circa due ettari di terreno sul versante sud del lotto C della discarica ed ampliabile fino a circa 3 MWp, essendo pienamente idonea allo scopo l’area disponibile.

Il parco fotovoltaico rientra nell’ambito della valorizzazione energetica dell’area, accanto al recupero energetico del biogas generato dai rifiuti nella discarica, che nel 2007 ha permesso la produzione di energia per circa 2.700.000 kWh, pari al fabbisogno annuale di più di mille famiglie.

Figura 2 Motori di combustione biogas

Il progetto punta a riqualificare l’area mediante lo sfruttamento delle superfici per la creazione di un parco fotovoltaico, da realizzare nell’ambito del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 19 febbraio 2007, meglio noto come “Nuovo conto energia”. Tale realizzazione rientra tra gli impianti non integrati architettonicamente e all’energia prodotta sarà applicato un incentivo pieno, se in esercizio entro il 31 dicembre 2008, e la tariffa verrà riconosciuta per vent’anni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto. L’opera, equiparata a quelle di pubblico interesse e di pubblica utilità “indifferibili ed urgenti” (L. 10/91 e L. 387/2003), è costituita da un impianto che utilizza unicamente “fonti rinnovabili di energia”. La costruzione e l’esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, nonché le opere connesse, sono soggetti ad un’autorizzazione unica, rilasciata dalla Regione (L. 387/2003). L’impianto proposto è riconducibile alla tipologia di cui all’allegato III elenco B punto 2C del D.Lgs. 152/2006 “Impianti industriali non termici per la produzione di energia, vapore ed acqua calda”. L’area di intervento non ricade all’interno di aree protette e la Relazione di verifica di incidenza ambientale non è dovuta poiché si rientra tra i “piani, progetti e interventi per i quali non risultano effetti significativi negativi sui siti della rete Natura 2000”.

Caratteristiche tecniche generali dell’impianto
I moduli fotovoltaici avranno un’inclinazione sul piano dell’orizzonte di circa 30 gradi e saranno disposti secondo file parallele sul terreno, rivolte a sud e distanti l’una dall’altra circa un metro e mezzo, in modo che l’ombra della fila antistante non interessi quella retrostante. Si calcola che la produzione elettrica media prevista per l’impianto, con un’efficienza di impianto dell’82 %, sarà pari a 1.175.000 kWh/anno, decrescente dello 0,5 per cento annuo fino al trentesimo anno di vita dell’impianto. Il sistema consterà inizialmente di circa 4.500 pannelli fotovoltaici policristallini di potenza specifica 220 Wp e contenitori, 27 quadri di campo ciascuno per il collegamento stringhe, tre sistemi di conversione e tre quadri generali di parallelo sottocampi, oltre ai cavi per i vari collegamenti. Nel locale tecnico saranno posizionati un quadro di consegna trifase e un quadro MT (media tensione) comprendente trasformatore e interruttore motorizzato. Per la realizzazione dell’impianto sono previste alcune opere civili: spianamento del terreno, scavi per l’appoggio dei contenitori, recinzione e viabilità interna (terra battuta) e locale tecnico della centrale elettrica, per alloggio inverter e locale Enel. La necessità di posizionare i trasformatori/inverter, contatori e quadri di controllo ed interfaccia con la rete in un apposito locale chiuso (cabina di controllo ed interfaccia) impone la collocazione sul sito di un piccolo fabbricato posizionato sul terreno, senza particolari opere di fondazione, a parte i necessari ancoraggi al suolo. Tale locale, di dimensioni inferiori a novanta metri quadrati ed altezza di tre metri, sarà adibito esclusivamente al servizio dell’impianto fotovoltaico e conterrà le apparecchiature tecnologiche necessarie per il funzionamento dell’impianto oltre ad uno spazio adibito all’allaccio alla rete, direttamente accessibile ad Enel.

Dimensioni del progetto e durata del cantiere
La superficie occupata dall’impianto è di circa 19.500 metri quadrati, dei quali circa 7.300 corrispondono alla superficie captante dei moduli. A questa si aggiungono quindi 90 metri quadrati del fabbricato tecnico. L’area di cantiere è pari a 300 metri quadrati (indicativamente presso l’area per servizi collegati alla discarica) e all’interno di essa possono essere alloggiate le infrastrutture temporanee per le maestranze e per il magazzino delle apparecchiature da installare in campo. La durata del cantiere è prevista in circa sei mesi, con una presenza media di personale di dieci unità.

Modalità di posizionamento dei pannelli nel terreno
La particolarità del terreno sul quale si intende installare l’impianto fotovoltaico sconsiglia l’impiego di strutture usualmente utilizzate in altre applicazioni, che impiegano prevalentemente basamenti continui, cordoli o plinti in cemento armato o palificazioni metalliche infisse in profondità. I moduli fotovoltaici devono essere fissati a particolari componenti, con il minimo aggravio di carichi statici e dinamici nonché il massimo grado di libertà reciproco fra elementi rigidi per assecondare tutti gli assestamenti del terreno. È pertanto previsto l’impiego di speciali contenitori, realizzabili in plastica riciclata da posizionare direttamente a terra previo scasso e livellamento di strisce di terreno di larghezza pari a circa un metro e lunghezza pari ad una stringa elettrica di 22 moduli (circa 38 metri). Il contenitore ospita, con inclinazione di 30 gradi, un singolo modulo assicurato tramite carpenteria metallica (alluminio) e bulloneria inox. Il contenitore, dotato di fori di drenaggio, viene riempito con uno strato di ghiaia drenante e quindi con la stessa terra rimossa. Si ottiene così un carico statico aggiuntivo pari al solo peso del cassone, del modulo e della ghiaia drenante, stimato in circa 40 chilogrammi per metro quadro. Il progetto non comporta sgombro di terreni e/o sbancamenti ma solo: – scotico del terreno fino a 10 centimetri di profondità, per il posizionamento dei bauletti porta pannello; – interramento di tubazioni portacavo ad una profondità limitata solo nel tratto di collegamento dai quadri di campo alla cabina di conversione e controllo.

Cumulo con altri progetti
Il progetto non interferisce con eventuali altre opere limitrofe e non genera conflitti di eventuali risorse disponibili in loco. Non genera emissioni in atmosfera, né scarichi idrici o nel sottosuolo, non introduce perturbazioni all’ambiente. La realizzazione dell’impianto fotovoltaico non interferisce nemmeno con la discarica di rifiuti in gestione post-operativa: – non comporta problemi alla rete di captazione del biogas (pozzetti e condotte di collegamento alla torcia e motori); – non interferisce con i pozzi di estrazione del percolato essendo all’esterno dell’area; – consente la regolare manutenzione delle reti presenti e l’attività di sfalcio del verde grazie all’opportuna distanza mantenuta tra i pannelli o moduli; – non influisce sul naturale cedimento biologico della discarica, non crea modificazioni nella morfologia e non incide

significativamente sul bilancio idrologico (infiltrazione, ruscellamento superficiale); – non incrementa la possibile formazione di avvallamenti e di eventuali spinte nei confronti degli argini di contenimento perimetrale. La linea elettrica in media tensione (MT) per l’immissione in rete Enel, utilizzata dall’impianto a biogas, si stima non necessiti di modifiche per l’inserimento del generatore fotovoltaico.

Figura 4 Vista della strada sud con la scarpata della discarica sulla destra e l’area per fabbricato tecnico sulla sinistra. In fondo, i motori per il recupero energetico del biogas.

Caratteristiche dell’impatto potenziale
Non sono previsti effetti significativi del progetto sul territorio, essendo esso una riqualificazione del sito compromesso di discarica, né impatti sulla popolazione. L’area viene modificata solo in termini di occupazione del territorio. Le caratteristiche del progetto e in particolare i contenitori dei pannelli, di altezza complessiva modesta, vanno a costituire una superficie di colore grigio scuro di fatto poco visibile, che si confonde con il terreno. L’impatto visivo è insignificante anche per il fabbricato tecnico, da posizionare tra la torcia di combustione biogas da discarica con cinque motori per il recupero energetico adiacenti ad ovest e i sei serbatoi per lo stoccaggio del percolato da discarica da 25 metri cubi ciascuno posti ad est.

Figura 5 – Vista da sud della scarpata e della zona d’installazione dell’impianto

Il progetto prevede l’installazione di un impianto fotovoltaico con vita media di circa trent’anni, periodo durante il quale non sono previsti ulteriori impatti oltre a quelli già descritti. L’intervento è reversibile: il luogo può essere ripristinato alla situazione ante operam. Non sono contemplati impatti di alcun genere, trovandosi in una zona esente da vincoli sia naturali sia storici. Analogamente, il progetto non ricade in una zona ad alto rischio ecologico o ad alta sensibilità ambientale. L’area in esame è esclusa da vincoli storico archeologici e non fa parte delle aree di istituzione di parchi e riserve. L’area di vincolo fluviale, non rientrante nella zona di progetto, è compresa tra gli ambiti naturalistici dei fiumi Tesina, Tergola e Bacchiglione. Questo impianto, concludendo, si muove nella direzione indicata dalla politica energetica della Regione Veneto, che considera l’incremento della produzione da fonti rinnovabili tra le questioni ambientali rilevanti e gli obiettivi di sostenibilità.

Planimetria impianto fotovoltaico 1000 Kwp

Autore:
Andrea Atzori,  direttore e Anna Moretto è ingegnere ambientale responsabile tecnico per l’impiantistica dell’Ente per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani Bacino Padova 2, che si occupa dei rifiuti di Padova e di altri 19 Comuni della sua area metropolitana.

Si autorizza la riproduzione a fini non commerciali, con citazione obbligatoria della fonte e inserimento link a www.energheiamagazine.eu.

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