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Il caseificio geotermico

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Monterotondo Marittimo è uno dei comuni della geotermia italiana. Qui fin dal 1777 venivano sfruttate le sorgenti di acque termali, per l’estrazione dell’acido borico. Per la produzione di energia elettrica da fonti geotermiche si deve attendere tuttavia il 1904, quando il Principe Piero Ginori effettua a Larderello il primo esperimento al mondo per dimostrare questa possibilità.

Il primo impianto per la produzione di energia elettrica nel comune di Monterotondo Marittimo fu realizzato invece nel 1916, presso il Lago Boracifero; la potenza di questo primo impianto era di 250 chilowatt. Attualmente vi sono cinque centrali in funzione, per una potenza complessiva di 100 megawatt ed una quantità di energia elettrica prodotta pari a 800 milioni di chilowattora.

Figura 1 – veduta dell’Azienda San Martino, con la centrale geotermica dell’Enel sullo sfondo (Foto: Federico Baldi)

Le risorse geotermiche di questo comune della provincia di Grosseto, meno noto forse della vicina Larderello in provincia di Pisa, sono sufficienti a produrre l’80 per cento del fabbisogno di energia elettrica dell’intero territorio provinciale e consentono inoltre di effettuare il teleriscaldamento di gran parte delle abitazioni del capoluogo. La Maremma non è però nota solo per le risorse del sottosuolo, quanto anche e sopratutto per il paesaggio di incomparabile bellezza, e per la ricca offerta enogastronomica. Fra i prodotti famosi di questa terra è sufficiente ricordare il vino Morellino di Scansano, la carne dei bovini di razza maremmana, o i famosi formaggi pecorini, come ad esempio quello di Manciano. Ed è proprio di formaggi che vogliamo parlare, anzi di un connubio felice tra la produzione i formaggi di qualità e l’utilizzazione delle energie rinnovabili.

 

Nel cuore della Toscana, in una zona ricca di storia e antiche tradizioni, si trova infatti l’azienda agricola San Martino, che produce i suoi formaggi con il latte di pecore massesi allevate allo stato brado in varie zone della Toscana, dai quali derivano i nomi dei formaggi che identificano il territorio di provenienza del latte, come le antiche terre di Siena, Val di Cornia e Maremma. L’azienda è situata nel comune di Monterotondo Marittimo, a poca distanza dalla centrale geotermica dell’Enel “Poderi San Martino” e si distingue per l’utilizzo della geotermia in tutte le fasi del processo produttivo. I macchinari presenti nel caseificio, infatti, sono alimentati con vapore che fuoriesce naturalmente dal sottosuolo, con un notevole beneficio per l’ambiente in quanto non viene emessa anidride carbonica in atmosfera.

Figura 2 – pecore di razza massese al pascolo (Foto: Federico Baldi)

 

L’azienda e il progetto
Il caseificio raccoglie il latte proveniente da produttori distribuiti in un raggio di 300 chilometri, per un totale di 50 mila quintali di latte di pecora, sufficiente a produrre oltre 40 mila forme di pecorino e 20 mila ricotte. Il processo di produzione del formaggio e i successivi processi di stagionatura e conservazione richiedono importanti quantitativi di energia, in forma di calore o di frigoria. L’azienda agricola San Martino ha pensato quindi di sfruttare le opportunità offerte dalla vicinanza di una centrale geotermica. Nel processo di produzione di energia da fonte geotermica infatti, viene utilizzata la pressione del vapore che scaturisce dalla terra per azionare le turbine e produrre energia elettrica; il calore residuo, presente nel fluido geotermico, rappresenta una sorta di sottoprodotto che sovente non trova utilizzazione. Nel nostro caso viene utilizzato il fluido geotermico (che quindi non ha prodotto energia elettrica) e attraverso uno scambiatore di calore viene generato vapore a 180 gradi centigradi e a 600 chilopascal, da acqua potabile. Per veicolare il vapore dalla centrale Enel al caseificio è stata realizzata una conduttura da 72 millimetri di diametro, isolata termicamente con lana di roccia, della lunghezza di 500 metri. Nel precedente assetto dell’azienda, la produzione di calore e di freddo aveva un’incidenza dell’8-9 per cento sul costo complessivo di produzione, equivalente a circa 10 mila euro al mese.

Il caseificio attualmente, grazie ad un contratto siglato con l’Enel, riceve calore geotermico ad un prezzo estremamente vantaggioso; questo costo viene poi interamente compensato dalla vendita dei certificati bianchi generati. L’occasione per introdurre queste innovazioni energetiche è stata offerta da un intervento di ampliamento e di ristrutturazione. La continua crescita dell’attività aziendale, sia in termini di aziende associate che di produzione e vendita, hanno reso possibile l’ampliamento dei locali.

Figura 3 – particolare del processo di lavorazione del formaggio (Foto: Federico Baldi)

L’intervento, realizzato garantendo la compatibilità architettonica con gli edifici rurali che hanno ospitato il primo nucleo del caseificio, prevede l’utilizzazione del fluido geotermico ceduto dalla centrale Enel per tutti i processi che richiedono produzione di calore e di freddo. La produzione di acqua fredda, impiegata sia per la conservazione del latte che per il raffrescamento dei locali di stagionaura dei formaggi, sarà realizzata utilizzando un assorbitore a condensazione che verrà installato in una fase successiva. Attualmente l’azienda agricola San Martino è riuscita ad ottenere il marchio “100% Energia Verde” (figura 4), che attesta l’utilizzazione di energie rinnovabili per la totalità dei fabbisogni dell’azienda. Il progetto del caseificio è stato premiato, inoltre, nell’ambito della manifestazione Terra Futura, che si tiene ogni primavera a Firenze, come uno dei progetti più significativi in ambito italiano nel campo delle attività economiche che sono riuscite a coniugare in maniera efficiente la produzione di ricchezza e il risultato economico con l’utilizzo di energie rinnovabili, nell’ottica di un risparmio energetico non solo formale, ma sostanziale. Questi, nel concreto e riassumendo, i risultati di questo progetto: – tonnellate equivalenti petrolio (tep) risparmiate, pari ad un valore economico di 45 mila euro; – 138 tonnellate di emissioni di CO2 in atmosfera evitate. L’idea progettuale che ha consentito all’azienda San Martino di ottenere prestigiosi riconoscimenti non si limita all’utilizzazione delle fonti rinnovabili di energia, ma prevede un’azione complessiva di valorizzazione delle risorse locali: energia geotermica, latte di pecora, recupero di ex-strutture rurali, con un inserimento armonioso nell’ambiente.

Figura 4 – la certificazione relativa all’utilizzazione di energie rinnovabiliper la totalità dei fabbisogni dell’azienda

Autore:
Ciro Gardi, docente presso il Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Parma, attualmente distaccato come Esperto Nazionale presso il Centro Comune di Ricerca di Ispra, della UE.

Si autorizza la riproduzione a fini non commerciali, con citazione obbligatoria della fonte e inserimento link a www.energheiamagazine.eu.

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