Come si possono ricavare nuove risorse per i comuni dall’efficienza energetica? A questo proposito, il trevigiano Consorzio per lo Sviluppo della Bioedilizia e AzzeroCO2 firmano il protocollo di intesa “Efficienti”: un programma che punta all’incentivo di investimenti in efficienza energetica mediante la valorizzazione dei “certificati bianchi”.
Leggi tutto »Può una grande infrastruttura diventare un’opportunità di sviluppo per i territori e le popolazioni coinvolte? Nell’ambito della “Settimana dell’Ambiente veneto” un incontro sulla mitigazione e l’analisi degli impatti delle infrastrutture portanti della mobilità veneta ha cercato di dare una risposta a questo quesito. Grazie al progetto europeo POLY5, infatti, anche il Veneto cerca strategie efficaci di sviluppo sostenibile dei progetti infrastrutturali di grandi dimensioni, soprattutto nel settore dei trasporti.
La sperimentazione in corso nella Provincia di Trento del progetto promosso da Habitech per la creazione di un Sistema di Mercato per i Servizi di Efficienza Energetica, con garanzia delle prestazioni energetiche (Energy Performance Contract – EPC) per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici, presenta una metodologia di lavoro e dei risultati molto interessanti. È un esempio significativo, soprattutto, come s’intende realizzare la riqualificazione energetica del Centro “don Ziglio” di Levico, con garanzia di prestazioni energetiche e finanziamento dell’intervento da parte del privato. Si tratta di una procedura ristretta, in due fasi, con il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Il Comune di Verona ha già deliberato all’interno del nuovo Regolamento Edilizio l’inserimento di un Allegato Energetico ed Ambientale al Regolamento Edilizio sul modello del Protocollo ITACA. Una scelta coerente con la legislazione regionale veneta, che potrebbe essere utilizzata come modello dagli oltre 50 Comuni della provincia di Verona che hanno aderito al Patto dei Sindaci. Nell’ambito di Ecomake, qualche giorno fa, si sono confrontate le diverse necessità di aggiornare i Regolamenti Edilizi secondo criteri di sostenibilità energetica, in sintonia anche con le nuove Direttive europee.
Le maggiori critiche alle rinnovabili sono arrivate in questi anni dal settore degli “energivori”, ovvero dalle aziende che per sostenere i loro cicli produttivi hanno bisogno di ingenti quantità di energia. Si dice che il sostegno alle rinnovabili sia in bolletta proporzionale ai kWh consumati e questi grandi consumatori si sono sempre battuti per una riduzione degli oneri a loro carico. Ad un’attenta analisi dei dati, si può dimostrare come i vantaggi superino ampiamente i costi per la collettività e come il fotovoltaico, ad esempio, possa essere una potenziale risorsa degli energivori.
Dal Distretto del mobile di Livenza ecco un esempio significativo e replicabile di un’azienda che utilizza tutto il polverino di produzione interna per produrre energia elettrica in cogenerazione. In Italia, l’impiego delle tecnologie “verdi” nella produzione di energia rinnovabile nel settore legno-arredo del Nordest e nel settore alimentare veneto sono al centro dell’attuazione di GBE Factory: un progetto finanziato nell’ambito Energia Intelligente per l’Europa, che nel campo dell’efficientamento degli edifici industriali ha come obiettivo finale promuovere l’installazione di 21 MWp di calore/energia elettrica da fonti rinnovabili in Europa entro il 2014.
Dopo tre mesi dalla pubblicazione del documento di consultazione pubblica sulla Strategia Energetica Nazionale (SEN), quali sono gli effetti reali o sperati? Dalla campagna elettorale, che si conclude questa settimana, emerge un forte disinteresse verso i temi energetici. Non c’è stato, infatti, nessun confronto rilevante su un settore energetico forte e competitivo, che rappresenti una risorsa fondamentale per il futuro del Paese. Il rischio, come accade spesso in Italia, è che a tanti bei discorsi non segua nulla di concreto. In quel caso, un’altra buona occasione per decidere in modo consapevole e ragionato del nostro futuro sarà stata sprecata.
Quali sono i sistemi di illuminazione fotovoltaica per riscoprire il piacere di fare “solare”, oltre le speculazioni finanziarie? Mega, giga, tera. Negli ultimi anni c’è stata un’escalation delle unità di misura in ambito fotovoltaico che ci ha fatto dimenticare le origini di questa tecnologia e le motivazioni di base che per decenni hanno spinto i governi ad investire nella ricerca. Tornare al Watt, all’unità di misura base, ci può aiutare a riscoprire un fotovoltaico non speculativo, pulito, sociale e davvero utile per tutti.